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	<title>newton.logg&#187; &#187; Tecnologia</title>
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	<description>&#124; Tutte le news e le curiosità dal mondo della tecnologia e delle scienze</description>
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		<title>Quando il cervello gioca a flipper</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al CeBIT di Hannover è stato presentato un flipper comandato con la mente.
Berlin Brain-Computer Interface è un progetto impegnato a migliorare l&#8217;individuazione e la decodifica dei segnali cerebrali acquisiti da elettroencefalogramma (EEG). Per questo è stato sviluppato un nuovo sensore, che aiuti ad raggiungere una migliore comprensione del cervello e sviluppare l&#8217;analisi delle onde cerebrali.
Attività elettrica cerebrale viene registrata tramite l&#8217;EEG: grazie ad una cuffia gli elettrodi, collegati al cuoio capelluto, misurano i segnali elettrici del cervello. Questi segnali vengono amplificati e trasmessi al computer, che li trasforma in comandi di controllo del dispositivo.
Chi deve comandare l&#8217;apparecchio deve avere l&#8217;intenzione [<a href="http://newton.logg.it/2010/03/10/quando-il-cervello-gioca-a-flipper/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1304" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/03/Flipper-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1304" title="Attraverso l'EEG è possibile comadare il flipper" src="http://newton.logg.it/files/2010/03/Flipper-Small-400x266.jpg" alt="Attraverso l'EEG è possibile comadare il flipper" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Attraverso l&#39;EEG è possibile comadare il flipper</p></div>
<p>Al CeBIT di Hannover è stato presentato un flipper comandato con la mente.</p>
<p>Berlin Brain-Computer Interface è un progetto impegnato a migliorare l&#8217;individuazione e la decodifica dei segnali cerebrali acquisiti da elettroencefalogramma (EEG). Per questo è stato sviluppato un nuovo sensore, che aiuti ad raggiungere una migliore comprensione del cervello e sviluppare l&#8217;analisi delle onde cerebrali.</p>
<p>Attività elettrica cerebrale viene registrata tramite l&#8217;EEG: grazie ad una cuffia gli elettrodi, collegati al cuoio capelluto, misurano i segnali elettrici del cervello. Questi segnali vengono amplificati e trasmessi al computer, che li trasforma in comandi di controllo del dispositivo.</p>
<p>Chi deve comandare l&#8217;apparecchio deve avere l&#8217;intenzione di muovere una mano o un piede: lo strumento riesce a trasformare questi segnali in una scelta tra due opzioni.</p>
<p>Lo scopo ludico di comandare i pulsanti destro e sinistro di un flipper può trasformarsi quindi in una qualsiasi istruzione per un computer, per un mouse o per presidi medici per persone affette da amiotrofia o tetraplegia.</p>
<p>Al progetto Berlin Brain-Computer Interface partecipano il Politecnico di Berlino, il Machine Learning Laboratory, il Fraunhofer FIRST Institute, e il dipartimento di neurologia del Charité &#8211; Universitätsmedizin Berlin, con il finanziamento del ministero dell&#8217;educazione e della ricerca tedesco.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://newton.logg.it/2010/03/10/quando-il-cervello-gioca-a-flipper/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Per approfondimenti: <a title="BBCI" href="http://www.bbci.de/" target="_blank">BBCI</a></p>


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		<title>Planet Solar, il catamarano ad energia solare</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 10:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata presentata a Kiel in Germania, nei cantieri dove è stata costruita, Planet Solar, la barca ad energia solare che proverà a fare il giro del mondo.
Planet Solar è un catamarano lungo 31 metri e largo 23, 35, se si calcolano i flaps, con 500 metri quadri di pannelli fotovoltaici (più di due campi da tennis) con una resa del 22%, molto rispetto a quella dei pannelli tradizionali, che si aggira intorno al 17%. L&#8217;energia prodotta dal sole sarà immagazzinata in batterie, per permettere la navigazione anche in caso di mancanza di sole, per ben tre giorni.
Disegnata dall&#8217;ingegnere svizzero [<a href="http://newton.logg.it/2010/03/01/planet-solar-il-catamarano-ad-energia-solare/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1269" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/03/PlanetSolar-boat-4-500px.jpg"><img class="size-medium wp-image-1269" title="Planet Solar" src="http://newton.logg.it/files/2010/03/PlanetSolar-boat-4-500px-400x212.jpg" alt="Planet Solar" width="400" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">Planet Solar</p></div>
<p>E&#8217; stata presentata a Kiel in Germania, nei cantieri dove è stata costruita, Planet Solar, la barca ad energia solare che proverà a fare il giro del mondo.</p>
<p>Planet Solar è un catamarano lungo 31 metri e largo 23, 35, se si calcolano i flaps, con 500 metri quadri di pannelli fotovoltaici (più di due campi da tennis) con una resa del 22%, molto rispetto a quella dei pannelli tradizionali, che si aggira intorno al 17%. L&#8217;energia prodotta dal sole sarà immagazzinata in batterie, per permettere la navigazione anche in caso di mancanza di sole, per ben tre giorni.</p>
<p>Disegnata dall&#8217;ingegnere svizzero Raphael Domjan, presidente e skipper, la barca può arrivare alla velocità di 14 nodi (25 km/h), con una velocità di crociera di 8 nodi, con la sola alimentazione del sole. L&#8217;unica fonte d&#8217;energia diversa dal solare disponibile sulla barca è il gas per far funzionare i fornelli della cucina.</p>
<p>Planet Solar è stato creato per un equipaggio di due persone, ma può ospitare fino a 200 persone, durante il tour dimostrativo.</p>
<p>Entro aprile è previsto il varo e i test in acqua, mentre il primo viaggio è previsto per maggio.</p>
<p>Nel 2011 Planet Solar salèperà per il giro del mondo, a tappe, utilizzando esclusivamente l&#8217;energia solare. La rotta è stata studiata per essere quanto più vicina possibile all&#8217;equatore, per avere il massimo di luce solare. Si tratta di un percorso lungo oltre 40.000 km, della durata di 140 giorni, che attraverserà l&#8217;Oceano Atlantico, il Canale di Panama, l&#8217;Oceano Pacifico, l&#8217;Oceano Indiano e il Canale di Suez, per tornare al Mediterraneo.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="Planet Solar" href="http://www.planetsolar.org/" target="_blank">Planet Solar</a></p>


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		<title>Powermat avanza sulle batterie ricaricabili senza fili</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/02/28/powermat-avanza-sulle-batterie-ricaricabili-senza-fili/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 14:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Powermat ha portato al MWC una serie di novità rispetto al proprio sistema di ricarica senza fili dei dispositivi portatili.
L&#8217;idea di fondo è quella di fornire una piastra sulla quale appoggiare i propri gadget che provvederà a ricaricarne la batteria per induzione elettromagnetica.
Dopo la fase iniziale in cui occoreva applicare ai dispositivi una placca apposita, ora Powermat ha presentato 15 modelli di batterie in cui ha integrato il chip e la bobina che &#8220;acchiappa&#8221; le onde elettromagnetiche in forma super-miniaturizzata. Le nuove batterie hanno esattamente le stesse dimensioni di quelle normali ma sono abilitate al Powermat: basterà quindi sostituirle nel [<a href="http://newton.logg.it/2010/02/28/powermat-avanza-sulle-batterie-ricaricabili-senza-fili/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="powermat" href="http://www.powermat.com" target="_blank">Powermat</a> ha portato al MWC una serie di novità rispetto al proprio sistema di ricarica senza fili dei dispositivi portatili.</p>
<div id="attachment_1263" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/powermat-battery.jpg"><img class="size-full wp-image-1263" title="Batteria Powermat" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/powermat-battery.jpg" alt="Batteria Powermat" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Batteria Powermat</p></div>
<p>L&#8217;idea di fondo è quella di fornire una piastra sulla quale appoggiare i propri gadget che provvederà a ricaricarne la batteria per induzione elettromagnetica.</p>
<div id="attachment_1264" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/powermat-two-devices.jpg"><img class="size-full wp-image-1264" title="Piastra di ricarica Powermat" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/powermat-two-devices.jpg" alt="Piastra di ricarica Powermat" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Piastra di ricarica Powermat</p></div>
<p>Dopo la fase iniziale in cui occoreva applicare ai dispositivi una placca apposita, ora Powermat ha presentato 15 modelli di batterie in cui ha integrato il chip e la bobina che &#8220;acchiappa&#8221; le onde elettromagnetiche in forma super-miniaturizzata. Le nuove batterie hanno esattamente le stesse dimensioni di quelle normali ma sono abilitate al Powermat: basterà quindi sostituirle nel dispositivo e il gioco è fatto.</p>
<p>In particolare queste nuove batterie sono disponibili per una quindicina di smartphone tra i più venduti di Nokia, Samsung, LG, HTC, BlackBerry e verranno vendute a 30-40 € insieme alle cover posteriori.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://newton.logg.it/2010/02/28/powermat-avanza-sulle-batterie-ricaricabili-senza-fili/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Il passo successivo secondo Powermat è inserire direttamente i componenti Powermat all&#8217;interno dei dispositivi e per questo l&#8217;azienda sta dialogando con i diversi costruttori. Nel video una demo.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="ubergizmo" href="http://www.ubergizmo.com/15/archives/2010/02/powermat_enable_wireless_charging_without_compromises.html" target="_blank">ubergizmo</a>]</p>


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		<title>Guerre stellari contro la malaria</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/02/13/guerre-stellari-contro-la-malaria/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 08:11:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La malaria uccide un bambino ogni 43 secondi. Gli strumenti per fermarla non sono ancora efficaci, un vaccino non esiste, gli insetticidi che fermerebbero le zanzare che trasmettono la malattia sono tossici e l&#8217;unica barriera che funziona, la zanzariera, è purtroppo ancora troppo poco diffusa ed utilizzata.
Nathan Myhrvold, capo degli Intellectual Ventures Laboratory, ha presentato ieri una nuova arma contro la zanzara Anopheles, alla TED Conference di Long Beach. Un laser verde che ha subito fatto venire in mente ai presenti le spade laser di Guerre stellari.
Si tratta di Photonic Fence, un apparecchio dotato di raggio laser che individua le [<a href="http://newton.logg.it/2010/02/13/guerre-stellari-contro-la-malaria/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1197" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/Zanzara-laser-1024x260-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1197" title="La zanzara coplita dal raggio laser" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/Zanzara-laser-1024x260-Small-400x101.jpg" alt="La zanzara coplita dal raggio laser" width="400" height="101" /></a><p class="wp-caption-text">La zanzara coplita dal raggio laser</p></div>
<p>La malaria uccide un bambino ogni 43 secondi. Gli strumenti per fermarla non sono ancora efficaci, un vaccino non esiste, gli insetticidi che fermerebbero le zanzare che trasmettono la malattia sono tossici e l&#8217;unica barriera che funziona, la zanzariera, è purtroppo ancora troppo poco diffusa ed utilizzata.</p>
<p>Nathan Myhrvold, capo degli Intellectual Ventures Laboratory, ha presentato ieri una nuova arma contro la zanzara Anopheles, alla TED Conference di Long Beach. Un laser verde che ha subito fatto venire in mente ai presenti le spade laser di Guerre stellari.</p>
<p>Si tratta di Photonic Fence, un apparecchio dotato di raggio laser che individua le zanzare e le uccide.</p>
<p>In pratica è un recinto fotonico costituito da luci LED (Light Emitting Diode) poste su paletti: ciascuno emette luce infrarossa verso il paletto adiacente, ad una distanza di 30 metri. Qui rimbalza su materiale retroriflettente, una videocamera registra se si formano delle zone d&#8217;ombra, dovute agli insetti che volano. Un software analizza quindi le dimensioni dell&#8217;insetto e la velocità a cui si muovono le sue ali. In questo modo è possibile distinguere non solo una zanzara da un calabrone o una farfalla, ma addirittura tra una zanzara maschio, più piccola e con un battito d&#8217;ali più veloce, da una zanzara femmina, più grande e lenta nel muovere le ali. L&#8217;importanza di questa distinzione è presto spiegata, solo le zanzare femmine mordono, e quindi trasmettono la malaria.</p>
<p>A questo punto il sitema traccia il volo della preda, controlla che la situazione sia sicura ed emette un laser più potente che colpisce l&#8217;insetto.</p>
<p>I livelli di energia e la frequenza della luce che viene utilizzata non sono in grado di danneggiare i tessuti umani, ma comunque la macchina non si attiva se nel recinto c&#8217;è qualcosa di molto grande.</p>
<p>Fantascienza? No, pensate che il prototipo è stato assemblato con materiale acquistato su ebay.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://newton.logg.it/2010/02/13/guerre-stellari-contro-la-malaria/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Per approfondimenti: <a title="Intellectual Ventures Lab" href="https://intellectualventureslab.com/?page_id=563" target="_blank">Intellectual Ventures Lab</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/12/21/la-gomma-da-masticare-che-diagnostica-la-malaria/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La gomma da masticare che diagnostica la malaria'>La gomma da masticare che diagnostica la malaria</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/02/19/la-malaria-uccise-tutankamon/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La malaria uccise Tutankamon'>La malaria uccise Tutankamon</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/03/04/il-supermicroscopio-sparc/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il supermicroscopio SPARC'>Il supermicroscopio SPARC</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;aereo-sommergibile per scoprire i mari caraibici</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/02/11/laereo-sommergibile-per-scoprire-i-mari-caraibici/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/02/11/laereo-sommergibile-per-scoprire-i-mari-caraibici/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 08:45:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi piacerebbe tuffarvi nel profondo blu del mare inseguendo i delfini comodamente seduti in poltrona? Dal 20 febbraio sarà possibile, sempre che il vostro conto in banca ve lo consenta.
Sir Richard Branson, miliardario proprietario della Virgin, ha pensato di offrire un&#8217;attrazione in più a chi vuole trascorrere le vacanze sulla sua isola privata, Necker Island, nelle Isole Vergini Britanniche o sul catamarano Necker Belle.
Il Necker Nymph, la Ninfa di Necker, è stato progettato e costruito da Graham Hawkes, ingegnere dell&#8217;Hawkes Ocean Technologies. Si tratta di un veicolo galleggiante, del tipo DeepFlight, che può immergersi, &#8220;volando nell&#8217;acqua&#8221;, fino a 40 metri [<a href="http://newton.logg.it/2010/02/11/laereo-sommergibile-per-scoprire-i-mari-caraibici/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1188" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/Virgin-Limited-Edition-introduces-Necker-Nymph-5485-cropped.jpg"><img class="size-medium wp-image-1188" title="Necker Nymph" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/Virgin-Limited-Edition-introduces-Necker-Nymph-5485-cropped-400x249.jpg" alt="Necker Nymph" width="400" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Necker Nymph</p></div>
<p>Vi piacerebbe tuffarvi nel profondo blu del mare inseguendo i delfini comodamente seduti in poltrona? Dal 20 febbraio sarà possibile, sempre che il vostro conto in banca ve lo consenta.</p>
<p>Sir Richard Branson, miliardario proprietario della Virgin, ha pensato di offrire un&#8217;attrazione in più a chi vuole trascorrere le vacanze sulla sua isola privata, <a title="Necker Island" href="http://www.neckerisland.virgin.com/" target="_blank">Necker Island</a>, nelle Isole Vergini Britanniche o sul catamarano Necker Belle.</p>
<p>Il Necker Nymph, la Ninfa di Necker, è stato progettato e costruito da Graham Hawkes, ingegnere dell&#8217;Hawkes Ocean Technologies. Si tratta di un veicolo galleggiante, del tipo DeepFlight, che può immergersi, &#8220;volando nell&#8217;acqua&#8221;, fino a 40 metri sotto il livello del mare. Sulle sue ali sono posizionati dei dispositivi simili a quelli che permettono il decollo e l&#8217;atterraggio verticale degli aerei, che consentono di immergersi e di emergere.</p>
<p>Il sottomarino può ospitare tre passeggeri, che avranno seguito un corso per imparare a pilotarlo tramite un semplice joystick, per un&#8217;escursione che può durare due ore, ad una velocità di crociera dai 2 ai 5 nodi. Le carlinghe permettono agli occupanti, che sono seduti su poltrone simili a quelle della business class di virgin, di avere una visione dell&#8217;esterno a 360°.</p>
<p>Costruito in fibra di carbonio, il Necker Nymph ha un impatto ambientale quasi pari a zero. La sua galleggiabilità positiva impedisce al sottomarino di appoggiarsi sulla scogliera, la sua bassa emissione sia di luce che di rumore garantiscono il rispetto dei fragili ecosistemi dell&#8217;oceano.</p>
<p>In futuro i DeepFlight potranno immergersi a profondità molto maggiori, e potranno essere utilizzati anche per scopi scientifici, oltre che turistici.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="Virgin" href="http://www.virgin.com/travel/news/virgin-limited-edition-introduces-necker-nymph" target="_blank">Virgin</a>, <a title="DeepFlight" href="http://www.deepflight.com/press_merlin.htm" target="_blank">DeepFlight</a></p>


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		<title>Tranquillity è in viaggio verso la ISS</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Cupola]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato lanciato ieri mattina dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral lo shuttle Endeavour con un giorno di ritardo rispeto ai programmi, a causa del maltempo.
Nella sua stiva cela un prezioso carico, il &#8220;nodo 3&#8243; per la Stazione Spaziale Internazionale. Questo terzo modulo, battezzato &#8220;Tranquillity&#8221; è lungo 7 m e largo 4,6 m, è dotato di un&#8217;impianto di ricondizionamento dell&#8217;aria, di un sistema per ricavare acqua potabile dall&#8217;urina e di una palestra.
Inoltre è presente una &#8220;cupola&#8221; che verrà montata sulla ISS: un belvedere a 7 finestre che permetterà agli astronauti di avere una visione a 360° dello spazio, per [<a href="http://newton.logg.it/2010/02/09/tranquillity-e-in-viaggio-verso-la-iss/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1179" class="wp-caption alignnone" style="width: 350px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/CUPOLAiss.jpg"><img class="size-full wp-image-1179" title="La cupola sulla ISS" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/CUPOLAiss.jpg" alt="La cupola sulla ISS" width="340" height="238" /></a><p class="wp-caption-text">La cupola sulla ISS</p></div>
<p>E&#8217; stato lanciato ieri mattina dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral lo shuttle Endeavour con un giorno di ritardo rispeto ai programmi, a causa del maltempo.</p>
<p>Nella sua stiva cela un prezioso carico, il &#8220;nodo 3&#8243; per la Stazione Spaziale Internazionale. Questo terzo modulo, battezzato &#8220;Tranquillity&#8221; è lungo 7 m e largo 4,6 m, è dotato di un&#8217;impianto di ricondizionamento dell&#8217;aria, di un sistema per ricavare acqua potabile dall&#8217;urina e di una palestra.</p>
<p>Inoltre è presente una &#8220;cupola&#8221; che verrà montata sulla ISS: un belvedere a 7 finestre che permetterà agli astronauti di avere una visione a 360° dello spazio, per poter seguire anche visivamente le operazioni al di fuori della stazione spaziale ma soprattutto per godere di un panorama mozzafiato sulla Terra nei loro momenti di pausa.</p>
<p>Questi due moduli sono stati realizzati interamente in Itlalia negli stabilimenti di Thales-Alenia Space, così come il &#8220;nodo 2&#8243;. L&#8217;aggancio alla ISS è previsto per domani e nel giro di una settimana gli astronauti dovrebbero essere in grado di montare Tranquillity: in quel momento la Stazione Spaziale sarà realizzata per il 90%.</p>
<p>Quello di ieri è stato l&#8217;ultimo lancio notturno dello shuttle, i prossimi 4 primo del pensionamento avveranno durante il giorno.</p>
<p>Approfondimenti: <a title="ASI" href="http://www.asi.it/it/news/endeavour_in_orbita" target="_blank">ASI</a></p>


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		<title>Poste italiane si affida al &#8220;free duck&#8221; quadriciclo elettrico</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 08:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Il programma di Poste Italiane entra nel vivo: i portalettere saranno dotati di quadricicli elettrici per la consegna della posta.
La sperimentazione parte a Perugia nel 2008 con 57 quadricicli, si estende oggi a Milano ed arriverà entro il 2010 anche a Monza, Brescia, Pavia, Mantova, Como e Gallarate, dopo essere stato adottato in altre 16 città italiane, come Bologna.
Free Duck è un un quadriciclo leggero omologato per due persone (178 cm di lunghezza per 96 di larghezza), dotato di un motore elettrico ed uno tradizionale di piccola cilindrata (usato solo come generatore per ricaricare le batterie), ha un’autonomia di 50 km se [<a href="http://newton.logg.it/2010/02/08/poste-italiane-si-affida-al-free-duck-quadriciclo-elettrico/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1175" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/Free-Duck.jpg"><img class="size-full wp-image-1175" title="Free Duck" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/Free-Duck.jpg" alt="Free Duck" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">Free Duck</p></div>
<p>Il programma di <a title="opste italiane" href="http://www.poste.it" target="_blank">Poste Italiane</a> entra nel vivo: i portalettere saranno dotati di quadricicli elettrici per la consegna della posta.</p>
<p>La sperimentazione parte a Perugia nel 2008 con 57 quadricicli, si estende oggi a Milano ed arriverà entro il 2010 anche a Monza, Brescia, Pavia, Mantova, Como e Gallarate, dopo essere stato adottato in altre 16 città italiane, come Bologna.</p>
<p>Free Duck è un un quadriciclo leggero omologato per due persone (178 cm di lunghezza per 96 di larghezza), dotato di un motore elettrico ed uno tradizionale di piccola cilindrata (usato solo come generatore per ricaricare le batterie), ha un’autonomia di 50 km se utilizzato a trazione elettrica e di 300 km se ibrida.</p>
<p>Realizzato da <a title="ducati energia" href="http://www.ducatienergia.it/" target="_blank">Ducati Energia</a> “Free Duck” nasce dal progetto “Green Post”, promosso dall’Unione Europea per diminuire l’impatto ambientale dei mezzi di recapito nel quadro del programma “Intelligent Energy for Europe”. Nel programma, di cui Poste Italiane è leader, sono coinvolti anche operatori postali di Belgio e Ungheria, PostEurop, Legambiente, Ducati Energia e le Università di Perugia e di Rousse (Bulgaria).</p>
<p>La scelta del Free Duck è stata effettuata da Poste italiane sulla base di valutazioni che tengono conto della sicurezza sul lavoro e di caratteristiche tecniche, come una velocità controllata, quattro ruote con freni a disco e sagoma tale da assicurare un’ampia flessibilità di circolazione.</p>
<p>L&#8217;unico aspetto negativo ci sembra un design francamente migliorabile (la società costruttrice parla di &#8220;veste accattivante&#8221;) e un&#8217;ergonomia non al massimo livello. Nonostante ciò i benefici dell&#8217;introduzione di questo vei colo saranno molti, sia per il comfort dei portalettere, sia per l&#8217;ambiente, visto che vanno a sostituire dei normali ciclomotori.</p>
<p>Approfondimenti: <a title="repubblica.it" href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/Da-oggi-i-postini-milanesiviaggiano-in-Free-Duck-Foto/1851598?ref=rephp" target="_blank">Repubblica.it</a>, <a title="rinnovabili.it" href="http://www.rinnovabili.it/free-duck-il-quadriciclo-ibrido-per-i-postini-eco-coscienziosi-701545" target="_blank">Rinnovabili.it</a></p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Invisibile, inattaccabile da sporcizia e batteri, è il vetro liquido</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato inventato in Turchia, ora il brevetto è stato acquistato dalla tedesca Nanopool, azienda che opera nel campo delle nanotecnilogie, stiamo parlando del vetro liquido. Le sue caratteristiche potrebbero essere una rivoluzione nell&#8217;ambito dei materiali: è invisibile, flessibile, atossico, inattaccabile da batteri e virus, protegge dalle radiazioni UV e dalla sporcizia.
Le molecole di SiO2, diossido di silicio, vengono mescolate ad acqua o etanolo, a seconda dell&#8217;uso che se ne vuole fare. Il liquido ottenuto può essere spruzzato su quasi tutto, pietra, superfici dure, tessuto, addirittura sulla frutta, dove permette la traspirazione ma evita la formazione di muffe. Lo strato [<a href="http://newton.logg.it/2010/02/05/invisibile-inattaccabile-da-sporcizia-e-batteri-e-il-vetro-liquido/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1151" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/Tag_in_Malmoe-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1151" title="Con il vetro liquido i graffiti vengono via con sola acqua calda" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/Tag_in_Malmoe-Small-400x266.jpg" alt="Con il vetro liquido i graffiti vengono via con sola acqua calda" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Con il vetro liquido i graffiti vengono via con sola acqua calda</p></div>
<p>E&#8217; stato inventato in Turchia, ora il brevetto è stato acquistato dalla tedesca Nanopool, azienda che opera nel campo delle nanotecnilogie, stiamo parlando del vetro liquido. Le sue caratteristiche potrebbero essere una rivoluzione nell&#8217;ambito dei materiali: è invisibile, flessibile, atossico, inattaccabile da batteri e virus, protegge dalle radiazioni UV e dalla sporcizia.</p>
<p>Le molecole di SiO2, diossido di silicio, vengono mescolate ad acqua o etanolo, a seconda dell&#8217;uso che se ne vuole fare. Il liquido ottenuto può essere spruzzato su quasi tutto, pietra, superfici dure, tessuto, addirittura sulla frutta, dove permette la traspirazione ma evita la formazione di muffe. Lo strato di vetro liquido che si forma ha uno spessore di 15-30 molecole, 100 nanometri, 500 volte più sottile di un capello. Una volta trattate, le superfici possono essere pulite ed igienizzate utilizzando semplicemente dell&#8217;acqua calda, senza aggiunta di alcuna sostanza detergente o disinfettante. La pellicola di vetro resiste almeno un anno, anche di più se l&#8217;oggetto su cui è stesa è poco utilizzato.</p>
<p>Diverse strutture e aziende stanno sperimentando il vetro liquido e alcuni potrebbero averlo già incontrato senza saperlo, all&#8217;interno e all&#8217;esterno dei treni (è un perfetto antigraffiti), in alcuni ospedali in Gran Bretagna, in alberghi, in fast food. E&#8217; stato utilizzato per proteggere il Mausoleo Ataturk di Ankara e sulla moschea Ilyas Bey di Mileto, in Turchia.</p>
<p>Il vetro spray al momento è in vendita in Germania al prezzo di 9 euro la confezione, in primavera comparirà anche sul mercato inglese.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="Nanopool" href="http://www.nanopool.eu/couk/index.htm" target="_blank">Nanopool</a></p>


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		<title>Batteri geneticamente modificati per produrre biodiesel</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Novità sulla produzione di biocarburanti dagli Stati Uniti. I ricercatori del Joint BioEnergy Institute (JBEI) hanno pubblicato su Nature uno studio su batteri geneticamente modificati per produrre biodiesel.
Il problema dei biocarburanti è che attualmente si ricava bioetanolo da vegetali ricchi di zuccheri, come cereali, colture zuccherine come la canna da zucchero, vinacce e gli amidacei. L&#8217;utilizzo dei prodotti agricoli per produrre combustibile entra quindi in conflitto con l&#8217;uso alimentare degli stessi.
L&#8217;importanza della scoperta degli scienziati californiani è aver modificato l&#8217;Escherichia coli, un batterio che vive anche nell&#8217;intestino umano, per fargli produrre enzimi che facciano fermentare l&#8217;emicellulosa, uno zucchero complesso che [<a href="http://newton.logg.it/2010/02/04/batteri-geneticamente-modificati-per-produrre-biodiesel/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1147" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/Ecoli-detailed-bright1-300x300.jpg"><img class="size-full wp-image-1147" title="E. coli che secernono goccioline di biodiesel, visti al microscopio elettronico - da Berkeley Lab" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/Ecoli-detailed-bright1-300x300.jpg" alt="E. coli che secernono goccioline di biodiesel, visti al microscopio elettronico - da Berkeley Lab" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">E. coli che secernono goccioline di biodiesel, visti al microscopio elettronico - da Berkeley Lab</p></div>
<p>Novità sulla produzione di biocarburanti dagli Stati Uniti. I ricercatori del Joint BioEnergy Institute (JBEI) hanno pubblicato su Nature uno studio su batteri geneticamente modificati per produrre biodiesel.</p>
<p>Il problema dei biocarburanti è che attualmente si ricava bioetanolo da vegetali ricchi di zuccheri, come cereali, colture zuccherine come la canna da zucchero, vinacce e gli amidacei. L&#8217;utilizzo dei prodotti agricoli per produrre combustibile entra quindi in conflitto con l&#8217;uso alimentare degli stessi.</p>
<p>L&#8217;importanza della scoperta degli scienziati californiani è aver modificato l&#8217;Escherichia coli, un batterio che vive anche nell&#8217;intestino umano, per fargli produrre enzimi che facciano fermentare l&#8217;emicellulosa, uno zucchero complesso che costituisce la parte prevalente della biomassa originata dalla cellulosa.</p>
<p>&#8220;L&#8217;E. coli modificato permette di ottenere carburanti direttamente dalla biomassa di piante che non vengono utilizzate come cibo per gli esseri umani o come mangimi per gli animali&#8221;, ha detto Eric Steen, bioingegnere del JBEI. &#8220;Attualmente, la trasformazione biochimica della biomassa cellulosica richiede enzimi costosi per arrivare alla liberazione di zucchero. Dando all&#8217;E. coli la capacità di fermentare sia cellulosa che emicellulosa, senza l&#8217;aggiunta di questi enzimi, possiamo migliorare l&#8217;economia dei biocarburanti originati dalla cellulosa.&#8221;</p>
<p>&#8220;Il fatto che i nostri microbi siano in grado di produrre un carburante diesel direttamente da biomassa, senza ulteriori modifiche chimiche è emozionante e importante&#8221;, dice Jay Keasling, amministratore delegato di JBEI e una delle principali autorità scientifica sulla biologia sintetica. &#8220;Dato che i costi per ottenere biodiesel non sono paragonabili a quelli per distillare l&#8217;etanolo, crediamo che i nostri risultati possano contribuire in maniera significativa a produrre biocarburanti avanzati e convenienti e prodotti chimici rinnovabili.&#8221;</p>
<p>Al JBEI ora si lavora per massimizzare l&#8217;efficienza e la velocità del processo di trasformazione e la quantità totale di biodiesel che può essere prodotta da una singola fermentazione, per rendere questo processo commercialmente interessante.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="Berkeley Lab" href="http://newscenter.lbl.gov/news-releases/2010/01/27/microbes-produce-biofuels/" target="_blank">Berkeley Lab</a></p>


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		<title>Microturbine eoliche da giardino, firmate Philippe Starck</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 08:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Produrre in casa energia da fonti rinnovabili per ora significava principalmente dotarsi di pannelli da installare sul tetto.
Philippe Starck, designer attivo nei campi più differenti, ha voluto progettare delle pale eoliche che ognuno di noi potrebbe installare in giardino o sul terrazzo di casa, presentate la scorsa settimana alla Triennale di Milano. Il progetto è stato sviluppato insieme a Pramac, azienda italiana impegnata da tempo nella ricerca e nella produzione di pannelli fotovoltaici.
Le turbine eoliche “Revolutionair” progettate da Starck sono molto più piccole di quelle che potremmo aver visto sulle creste delle montagne, inoltre la rotazione è verticale, ossia sull&#8217;asse [<a href="http://newton.logg.it/2010/02/03/microturbine-eoliche-da-giardino-firmate-philippe-starck/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1138" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/Starck-03_590-490.jpg"><img class="size-medium wp-image-1138" title="Revolutionair a &quot;tre lame&quot;" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/Starck-03_590-490-200x300.jpg" alt="Revolutionair a &quot;tre lame&quot;" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Revolutionair a &quot;tre lame&quot;</p></div>
<p>Produrre in casa energia da fonti rinnovabili per ora significava principalmente dotarsi di pannelli da installare sul tetto.</p>
<p>Philippe Starck, designer attivo nei campi più differenti, ha voluto progettare delle pale eoliche che ognuno di noi potrebbe installare in giardino o sul terrazzo di casa, presentate la scorsa settimana alla Triennale di Milano. Il progetto è stato sviluppato insieme a Pramac, azienda italiana impegnata da tempo nella ricerca e nella produzione di pannelli fotovoltaici.</p>
<p>Le turbine eoliche “Revolutionair” progettate da Starck sono molto più piccole di quelle che potremmo aver visto sulle creste delle montagne, inoltre la rotazione è verticale, ossia sull&#8217;asse su cui poggiano: per questo sono silenziose e funzionano indipendentemente dalla direzione del vento, sfruttando anche le turbolenze.</p>
<p>La pala più piccola, a &#8220;due lame&#8221;, è alta 90 cm, può produrre 400 watt all&#8217;ora in condizioni ottimali (con un vento che soffia a 14 m/s) e costa circa 2.500 euro.<br />
La pala più grande, a &#8220;tre lame&#8221;, è alta 140 cm, può produrre 1 chilowatt all&#8217;ora (sempre con vento a 14 m/s) e costa 3.500 euro.</p>
<p>Queste caratteristiche di ingombro fanno sì che le miniturbine eoliche possano essere intallate anche su imbarcazioni o utilizzate come arredo urbano.</p>
<p>Purtroppo i costi non sono contenuti come ipotizzava Starck quando aveva presentato la sua idea due anni fa: per coprire il fabbisogno di una famiglia media sono necessari 3 kwatt al giorno, il costo delle tre pale e dell&#8217;installazione raggiunge i 12.500 euro, che comunque è inferiore a pannelli fotovoltaici equivalenti.</p>
<p>Inizialmente le “Revolutionair” saranno acquistabili su internet, anche se il sito al momento è ancora in costruzione, ma presto si spera che sarà possibile comperarle anche nei negozi, come nei supermercati.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="Revolutionair" href="//www.revolutionair-pramac.com/" target="_blank">Revolutionair</a></p>
<div id="attachment_1139" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/02/Starck-04_590-490.jpg"><img class="size-medium wp-image-1139" title="Revolutionair a &quot;due lame&quot;" src="http://newton.logg.it/files/2010/02/Starck-04_590-490-400x266.jpg" alt="Revolutionair a &quot;due lame&quot;" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Revolutionair a &quot;due lame&quot;</p></div>


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