<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>newton.logg&#187; &#187; Tecnologia</title>
	<atom:link href="http://newton.logg.it/categorie/tecnologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://newton.logg.it</link>
	<description>&#124; Tutte le news e le curiosità dal mondo della tecnologia e delle scienze</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Sep 2010 11:03:05 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>E&#8217; pronto lo schermo tattile per sentire luci e ombre</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/09/02/e-pronto-lo-schermo-tattile-per-sentire-luci-e-ombre/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/09/02/e-pronto-lo-schermo-tattile-per-sentire-luci-e-ombre/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[ombra]]></category>
		<category><![CDATA[schermo tattile]]></category>
		<category><![CDATA[Touch Light Through the Leaves]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1928</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso luglio, alla fiera Siggraph di Los Angeles, è stato presentato un prototipo di schermo tattile chiamato &#8220;Touch Light Through the Leaves&#8221;.
Si tratta del tentativo di far vedere in maniera alternativa chi ha problemi di vista. Il sistema consiste in 85 unità vibranti (9 mm di altezza e 6,5 mm di diametro) collegati ad una videocamera che rileva luci e ombre: una volta acquisita l&#8217;immagine viene processata e vengono inviati dei comandi a dei motorini che riproducono luci e ombre dell&#8217;immagine attraverso le vibrazioni.
Il display ha la dimensione di uno smartphone, in modo da poter essere trasportato ovunque.
Chi ha [<a href="http://newton.logg.it/2010/09/02/e-pronto-lo-schermo-tattile-per-sentire-luci-e-ombre/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/12/23/dal-mit-lo-schermo-che-si-comanda-col-movimento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dal MIT lo schermo che si comanda col movimento'>Dal MIT lo schermo che si comanda col movimento</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/05/30/sony-mostra-lo-schermo-che-si-arrotola/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sony mostra lo schermo che si arrotola!'>Sony mostra lo schermo che si arrotola!</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/06/12/e-una-realta-laccesso-ad-internet-attraverso-le-luci-led/' rel='bookmark' title='Permanent Link: E&#8217; una realtà l&#8217;accesso ad internet attraverso le luci LED'>E&#8217; una realtà l&#8217;accesso ad internet attraverso le luci LED</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1929" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/09/Schermo-tattile-luce-ombra.jpg"><img class="size-medium wp-image-1929" title="Schermo tattile per vedere luci e ombre" src="http://newton.logg.it/files/2010/09/Schermo-tattile-luce-ombra-400x145.jpg" alt="Schermo tattile per vedere luci e ombre" width="400" height="145" /></a><p class="wp-caption-text">Schermo tattile per vedere luci e ombre</p></div>
<p>Lo scorso luglio, alla fiera Siggraph di Los Angeles, è stato presentato un prototipo di schermo tattile chiamato &#8220;Touch Light Through the Leaves&#8221;.</p>
<p>Si tratta del tentativo di far vedere in maniera alternativa chi ha problemi di vista. Il sistema consiste in 85 unità vibranti (9 mm di altezza e 6,5 mm di diametro) collegati ad una videocamera che rileva luci e ombre: una volta acquisita l&#8217;immagine viene processata e vengono inviati dei comandi a dei motorini che riproducono luci e ombre dell&#8217;immagine attraverso le vibrazioni.</p>
<p>Il display ha la dimensione di uno smartphone, in modo da poter essere trasportato ovunque.</p>
<p>Chi ha provato il dispositivo sostiene che la sensazione sia strana: è possibile infatti essere &#8220;toccati&#8221; dalla luce e dall&#8217;ombra e in questo modo si può scoprire più luce ed ombra di quella che normalmente notiamo nella nostra vita.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://newton.logg.it/2010/09/02/e-pronto-lo-schermo-tattile-per-sentire-luci-e-ombre/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>La scoperta è opera di un gruppo dell&#8217;Università di Tokyo: <a title="Kunihiro Nishimura, tokyo university" href="http://www.cyber.t.u-tokyo.ac.jp/~kuni/" target="_blank">Kunihiro Nishimura</a>, Yasuhiro Suzuki e Michitaka Hirose. Nel video qui sopra una prova del dispositivo.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="make" href="http://blog.makezine.com/archive/2010/07/tactile_display_for_light_and_shado.html" target="_blank">Make</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/12/23/dal-mit-lo-schermo-che-si-comanda-col-movimento/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dal MIT lo schermo che si comanda col movimento'>Dal MIT lo schermo che si comanda col movimento</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/05/30/sony-mostra-lo-schermo-che-si-arrotola/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sony mostra lo schermo che si arrotola!'>Sony mostra lo schermo che si arrotola!</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/06/12/e-una-realta-laccesso-ad-internet-attraverso-le-luci-led/' rel='bookmark' title='Permanent Link: E&#8217; una realtà l&#8217;accesso ad internet attraverso le luci LED'>E&#8217; una realtà l&#8217;accesso ad internet attraverso le luci LED</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/09/02/e-pronto-lo-schermo-tattile-per-sentire-luci-e-ombre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intel ha realizzato un ricevitore/trasmettitore fotonico da 50 Gbps</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/08/04/intel-ha-realizzato-un-ricevitoretrasmettitore-fotonico-da-50-gbps/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/08/04/intel-ha-realizzato-un-ricevitoretrasmettitore-fotonico-da-50-gbps/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 20:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[fotoni]]></category>
		<category><![CDATA[Intel]]></category>
		<category><![CDATA[ricevitore]]></category>
		<category><![CDATA[trasmettitore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1916</guid>
		<description><![CDATA[Intel ha annunciato di aver realizzato un collegamento punto-punto con velocità di ben 50 Gbps attraverso la tecnologia fotonica.
Si tratta di ricerche portate avanti da tempo col tentativo di rimpiazzare i collegamenti all&#8217;interno dei PC, ad esempio il bus che collega tutti i componenti della scheda madre, con la tecnologia fotonica, ovvero quella delle fibre ottiche.
Intel è riuscita a realizzare un trasmettitore e un ricevitore collegati appunto da una fibra ottica: da una parte vengono emessi fotoni da 4 diverse sorgenti a 12,5 Gbps che vengono combinate da un demultiplexer e convogliati nella fibra, all&#8217;arrivo le 4 fonti vengono ricomposte [<a href="http://newton.logg.it/2010/08/04/intel-ha-realizzato-un-ricevitoretrasmettitore-fotonico-da-50-gbps/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/07/11/intel-prepara-il-touchscreen-ovunque/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Intel prepara il touchscreen ovunque'>Intel prepara il touchscreen ovunque</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/29/la-luce-che-attraversa-materiali-semiopachi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La luce che attraversa materiali semiopachi'>La luce che attraversa materiali semiopachi</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/09/30/nel-futuro-super-chip-a-eccitoni/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Nel futuro super chip a eccitoni'>Nel futuro super chip a eccitoni</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1915" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/08/Intel-trasmettitore-ricevitore-50-Gbps-s-400x255.jpg"><img class="size-full wp-image-1915" title="Trasmettitore ricevitore Intel da 50 Gbps" src="http://newton.logg.it/files/2010/08/Intel-trasmettitore-ricevitore-50-Gbps-s-400x255.jpg" alt="Trasmettitore ricevitore Intel da 50 Gbps" width="400" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">Trasmettitore ricevitore Intel da 50 Gbps</p></div>
<p><a title="Intel" href="http://Intel.com" target="_blank">Intel</a> ha annunciato di aver realizzato un collegamento punto-punto con velocità di ben 50 Gbps attraverso la tecnologia fotonica.</p>
<p>Si tratta di ricerche portate avanti da tempo col tentativo di rimpiazzare i collegamenti all&#8217;interno dei PC, ad esempio il bus che collega tutti i componenti della scheda madre, con la tecnologia fotonica, ovvero quella delle fibre ottiche.</p>
<p>Intel è riuscita a realizzare un trasmettitore e un ricevitore collegati appunto da una fibra ottica: da una parte vengono emessi fotoni da 4 diverse sorgenti a 12,5 Gbps che vengono combinate da un demultiplexer e convogliati nella fibra, all&#8217;arrivo le 4 fonti vengono ricomposte da un multiplexer.</p>
<p>La cosa interessante è che le sorgenti dei fotoni sono dei piccoli laser al silicio, brevetto di Intel, che ha integrato anche altre sue scoperte, come modulatori ad alta velocità e fotorivelatori: tutti i chip sono realizzati usando tecnologie a basso costo come quelle dell&#8217;industria dei semiconduttori.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://newton.logg.it/2010/08/04/intel-ha-realizzato-un-ricevitoretrasmettitore-fotonico-da-50-gbps/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Il passo successivo sarà portare queste tecnologie all&#8217;interno dei chip per aumentare ancora di più le velocità di elaborazione dei dati, ma per questo dovremo attendere ancora un po&#8217;. Il video qui sopra mostra il funzionamento del collegamento veloce.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="intel press release" href="http://www.intel.com/pressroom/archive/releases/2010/20100727comp_sm.htm?iid=pr1_marqmain_si-photonics" target="_blank">Intel Press Release</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/07/11/intel-prepara-il-touchscreen-ovunque/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Intel prepara il touchscreen ovunque'>Intel prepara il touchscreen ovunque</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/29/la-luce-che-attraversa-materiali-semiopachi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La luce che attraversa materiali semiopachi'>La luce che attraversa materiali semiopachi</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/09/30/nel-futuro-super-chip-a-eccitoni/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Nel futuro super chip a eccitoni'>Nel futuro super chip a eccitoni</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/08/04/intel-ha-realizzato-un-ricevitoretrasmettitore-fotonico-da-50-gbps/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Questa sera inizia il risveglio del Sole</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/08/03/questa-sera-inizia-il-risveglio-del-sole/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/08/03/questa-sera-inizia-il-risveglio-del-sole/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 17:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[aurora]]></category>
		<category><![CDATA[NASA]]></category>
		<category><![CDATA[SDO]]></category>
		<category><![CDATA[Sole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1912</guid>
		<description><![CDATA[Spettacolare notte di aurore boreali si prospetta tra oggi e domani nei cieli del nord Europa e del nord America.
Il primo agosto l&#8217;attività del Sole ha avuto un picco di attività e questa notte la nube di plasma arriverà ad interagire con il campo magnetico della Terra, generando tempeste geomagnetiche. Quando gli atomi ionizzati provenienti dal Sole collideranno con gli atomi di azoto e ossigeno presenti in atmosfera, si genereranno bagliori come nelle luci al neon.
L&#8217;attività del Sole è ciclica e dura circa 11 anni, l&#8217;ultimo picco si è avuto nel 2001. L&#8217;evento di domenica dimostrerebbe che è iniziato il [<a href="http://newton.logg.it/2010/08/03/questa-sera-inizia-il-risveglio-del-sole/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/04/22/il-sole-come-non-lavete-mai-visto/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il Sole come non l&#8217;avete mai visto'>Il Sole come non l&#8217;avete mai visto</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/05/22/un-sole-si-sta-mangiando-un-pianeta/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un sole si sta mangiando un pianeta'>Un sole si sta mangiando un pianeta</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/04/15/la-scintilla-che-accende-laurora/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La scintilla che accende l&#8217;aurora'>La scintilla che accende l&#8217;aurora</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1911" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/08/Sole-hires-20100803-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1911" title="Immagine ai raggi X scattata da SDO la mattina del 1 agosto - Fonte NASA" src="http://newton.logg.it/files/2010/08/Sole-hires-20100803-Small-300x300.jpg" alt="Immagine ai raggi X scattata da SDO la mattina del 1 agosto - Fonte NASA" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine ai raggi X scattata da SDO la mattina del 1 agosto - Fonte NASA</p></div>
<p>Spettacolare notte di aurore boreali si prospetta tra oggi e domani nei cieli del nord Europa e del nord America.</p>
<p>Il primo agosto l&#8217;attività del Sole ha avuto un picco di attività e questa notte la nube di plasma arriverà ad interagire con il campo magnetico della Terra, generando tempeste geomagnetiche. Quando gli atomi ionizzati provenienti dal Sole collideranno con gli atomi di azoto e ossigeno presenti in atmosfera, si genereranno bagliori come nelle luci al neon.</p>
<p>L&#8217;attività del Sole è ciclica e dura circa 11 anni, l&#8217;ultimo picco si è avuto nel 2001. L&#8217;evento di domenica dimostrerebbe che è iniziato il nuovo periodo di massimo solare.</p>
<p>L&#8217;eruzione, detta di espulsione di massa coronale, è stata catturata dalle apparecchiature a diverse lunghezze d&#8217;onda del Solar Dynamics Observatory (SDO), veicolo spaziale lanciato dalla NASA lo scorso febbraio. Nelle prime ore di domenica SDO ha immortalato questa espulsione di tonnellate di plasma solare verso lo spazio.</p>
<p>&#8220;Questa eruzione è diretta proprio verso di noi e dovrebbe arrivare all&#8217;inizio della giornata, il 4 agosto&#8221;, ha detto l&#8217;astronomo Leon Golub del dell&#8217;Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CFA). &#8220;E&#8217; la prima grande eruzione diretta verso la Terra da un po&#8217; di tempo. Abbiamo ottenuto delle belle riprese, ma potrebbero essere ancora migliori se si innescheranno le aurore.&#8221;</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="CFA" href="http://www.cfa.harvard.edu/news/2010/pr201011.html" target="_blank">CFA</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/04/22/il-sole-come-non-lavete-mai-visto/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il Sole come non l&#8217;avete mai visto'>Il Sole come non l&#8217;avete mai visto</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/05/22/un-sole-si-sta-mangiando-un-pianeta/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un sole si sta mangiando un pianeta'>Un sole si sta mangiando un pianeta</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/04/15/la-scintilla-che-accende-laurora/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La scintilla che accende l&#8217;aurora'>La scintilla che accende l&#8217;aurora</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/08/03/questa-sera-inizia-il-risveglio-del-sole/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il fiume sottomarino che scorre sotto il Mar Nero</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/08/02/il-fiume-sottomarino-che-scorre-sotto-il-mar-nero/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/08/02/il-fiume-sottomarino-che-scorre-sotto-il-mar-nero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 21:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1907</guid>
		<description><![CDATA[I ricercatori dell&#8217;University of Leeds hanno scoperto un grande fiume sottomarinoche scorre sotto il Mar Nero.
La spedizione scientifica si è avvalsa di Autosub, Autonomous Underwater Vehicle (AUV), un piccolo sommergibile robot giallo senza pilota e senza cavi che può portare avanti la missione anche senza comunicare con la superficie.
Il funzionamento di Autosub può essere paragonato a quello di un satellite, è in grado di raccogliere dati fisici, chimici, biologici e geofisici provenienti dai fondali marini utilizzando un equipaggiamento di sensori e dispositivi di campionamento. A differenza dei sommergibili guidati a distanza, Autosub ha alimentazione e sistema di navigazione autonoma, in [<a href="http://newton.logg.it/2010/08/02/il-fiume-sottomarino-che-scorre-sotto-il-mar-nero/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/15/creato-in-laboratorio-il-primo-buco-nero/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Creato in laboratorio il primo buco nero'>Creato in laboratorio il primo buco nero</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/11/02/il-bacio-per-scambiarsi-i-virus/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il bacio per scambiarsi i virus'>Il bacio per scambiarsi i virus</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1908" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/08/underwater_river_2_-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1908" title="Immagine del fiume sottomarino - da leeds.ac.uk, di Rick Hiscott e Ali Aksu della Memorial University, Newfoundland" src="http://newton.logg.it/files/2010/08/underwater_river_2_-Small-400x133.jpg" alt="Immagine del fiume sottomarino - da leeds.ac.uk, di Rick Hiscott e Ali Aksu della Memorial University, Newfoundland" width="400" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine del fiume sottomarino - da leeds.ac.uk, di Rick Hiscott e Ali Aksu della Memorial University, Newfoundland</p></div>
<p>I ricercatori dell&#8217;University of Leeds hanno scoperto un grande fiume sottomarinoche scorre sotto il Mar Nero.</p>
<p>La spedizione scientifica si è avvalsa di Autosub, Autonomous Underwater Vehicle (AUV), un piccolo sommergibile robot giallo senza pilota e senza cavi che può portare avanti la missione anche senza comunicare con la superficie.<br />
Il funzionamento di Autosub può essere paragonato a quello di un satellite, è in grado di raccogliere dati fisici, chimici, biologici e geofisici provenienti dai fondali marini utilizzando un equipaggiamento di sensori e dispositivi di campionamento. A differenza dei sommergibili guidati a distanza, Autosub ha alimentazione e sistema di navigazione autonoma, in modo da non dipendere dalla nave appoggio.</p>
<p>Gli scienziati stimano che il fiume, detto canale sottomarino, se scorresse in superficie sarebbe il sesto corso d&#8217;acqua più grande del mondo. E&#8217; formato da correnti di differente densità, miscugli di sabbia, fango e acqua sono più densi rispetto all&#8217;acqua salata del mare, per cui scorrono più in profondità. In pratica questi canali sono la via principale di trasporto per i sedimenti verso mare profondo dove formano i depositi sedimentari.</p>
<p>Alcuni di questi canali si pensa si siano formati quando l&#8217;acqua del Mediterraneo ha iniziato a fluire dallo stretto del Bosforo verso il Mar Nero, molto meno salino. Le acque mediterranee, più dense, correvano sul fondo, formando i canali che tutt&#8217;ora esistono.</p>
<p>&#8220;I nostri risultati iniziali indicano che il flusso in questi canali è molto diverso da quello dei fiumi che si muovono nei letti sulla terraferma. In particolare il flusso dei fiumi sotterranei si muove in spirali in direzione opposta rispetto quello che accade all&#8217;aperto.&#8221; sostiene il dottor Dan Parsons, a capo dello studio. &#8220;Questo è importante nella comprensione della sedimentologia e degli strati di sedimenti depositati da questi sistemi.&#8221;</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="University of Leeds" href="http://www.leeds.ac.uk/news/article/866/leeds_researchers_study_undersea_rivers_with_a_yellow_submarine" target="_blank">University of Leeds</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/15/creato-in-laboratorio-il-primo-buco-nero/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Creato in laboratorio il primo buco nero'>Creato in laboratorio il primo buco nero</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/11/02/il-bacio-per-scambiarsi-i-virus/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il bacio per scambiarsi i virus'>Il bacio per scambiarsi i virus</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/08/02/il-fiume-sottomarino-che-scorre-sotto-il-mar-nero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Samsung lavora a schermi AMOLED infrangibili e flessibili</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/08/01/samsung-lavora-a-schermi-amoled-infrangibili-e-flessibili/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/08/01/samsung-lavora-a-schermi-amoled-infrangibili-e-flessibili/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 15:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[AMOLED]]></category>
		<category><![CDATA[Monitor]]></category>
		<category><![CDATA[Samsung]]></category>
		<category><![CDATA[schermo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1904</guid>
		<description><![CDATA[Samsung
ha allo studio una nuova generazione di schermi AMOLED.
L&#8217;obiettivo è quello di avere schermi più resistenti e flessibili di quelli attualmente in uso, soprattutto per gli smartphone.
Il colosso coreano sta quindi studiando di realizzare schermi AMOLED basati su supporti plastici su cui posare un TFT (thin film transistor) e di rimpiazzare il foglio di protezione vinilica utilizzata ora con un film di polyiamide per evitare emissioni di luce residue.
[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]
Samsung è intenzionata a produrre questo tipo di schermi in due anni: nel video [<a href="http://newton.logg.it/2010/08/01/samsung-lavora-a-schermi-amoled-infrangibili-e-flessibili/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/04/06/ecco-gli-schermi-prismatici-un-primo-passo-verso-il-3d-senza-occhialini/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ecco gli schermi prismatici: un primo passo verso il 3D senza occhialini'>Ecco gli schermi prismatici: un primo passo verso il 3D senza occhialini</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/09/02/e-pronto-lo-schermo-tattile-per-sentire-luci-e-ombre/' rel='bookmark' title='Permanent Link: E&#8217; pronto lo schermo tattile per sentire luci e ombre'>E&#8217; pronto lo schermo tattile per sentire luci e ombre</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/01/12/guerra-agli-schermi-al-plasma/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Guerra agli schermi al plasma'>Guerra agli schermi al plasma</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1905" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"></dt>
</dl>
</div>
<p><a title="samsung" href="http://samsung.com" target="_blank"></p>
<div class="mceTemp">
<dl>
<dt></dt>
</dl>
</div>
<p><a href="http://newton.logg.it/files/2010/07/Samsung-AMOLED-400x294.jpg"><img class="size-full wp-image-1905" title="Il nuovo AMOLED Samsung" src="http://newton.logg.it/files/2010/07/Samsung-AMOLED-400x294.jpg" alt="Il nuovo AMOLED Samsung" width="400" height="294" /></a></p>
<div class="mceTemp">
<dl>
<dt><a title="samsung" href="http://samsung.com" target="_blank"></a><p class="wp-caption-text">Il nuovo AMOLED Samsung</p></div>
<p>Samsung</p>
<p>ha allo studio una nuova generazione di schermi AMOLED.</a></p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di avere schermi più resistenti e flessibili di quelli attualmente in uso, soprattutto per gli smartphone.</p>
<p>Il colosso coreano sta quindi studiando di realizzare schermi AMOLED basati su supporti plastici su cui posare un TFT (thin film transistor) e di rimpiazzare il foglio di protezione vinilica utilizzata ora con un film di polyiamide per evitare emissioni di luce residue.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://newton.logg.it/2010/08/01/samsung-lavora-a-schermi-amoled-infrangibili-e-flessibili/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Samsung è intenzionata a produrre questo tipo di schermi in due anni: nel video qui sopra si possono apprezzare le caratteristiche dei prototipi che non si rovinano nonstante le martellate e che continuano a funzionare nonostante le piegature.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="OLED-display" href="http://www.oled-display.net/samsung-to-launch-new-super-amoled-plastic-panels-which-are-unbreakable-within-2-years" target="_blank">OLED-display</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/04/06/ecco-gli-schermi-prismatici-un-primo-passo-verso-il-3d-senza-occhialini/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ecco gli schermi prismatici: un primo passo verso il 3D senza occhialini'>Ecco gli schermi prismatici: un primo passo verso il 3D senza occhialini</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/09/02/e-pronto-lo-schermo-tattile-per-sentire-luci-e-ombre/' rel='bookmark' title='Permanent Link: E&#8217; pronto lo schermo tattile per sentire luci e ombre'>E&#8217; pronto lo schermo tattile per sentire luci e ombre</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/01/12/guerra-agli-schermi-al-plasma/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Guerra agli schermi al plasma'>Guerra agli schermi al plasma</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/08/01/samsung-lavora-a-schermi-amoled-infrangibili-e-flessibili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Solarino, lo spazzino fotovoltaico delle spiagge</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/07/28/solarino-lo-spazzino-fotovoltaico-delle-spiagge/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/07/28/solarino-lo-spazzino-fotovoltaico-delle-spiagge/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 21:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[sabbia]]></category>
		<category><![CDATA[Solarino]]></category>
		<category><![CDATA[spazzino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1886</guid>
		<description><![CDATA[Tre ingegneri che collaborano con il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione  dell&#8217;università del Salento hanno ideato un robot spazzino per pulire la sabbia delle spiagge.
Alessandro Deodati, Giuseppe Vendramin ed Emiliano Petrachi hanno sviluppato Solarino, il primo robot ad energia solare per la pulizia dei lidi. Si tratta di un macchinario dotato a 4 pale vagliatrici rotanti con la superficie a maglia sottile che realizzano il setacciamento della sabbia con la conseguente raccolta dei detriti di scarto. Solarino è in grado di muoversi in uno spazio predefinito grazie al microprocessore e ai sensori che guidano i suoi movimenti. E&#8217; silenzioso, economico ed [<a href="http://newton.logg.it/2010/07/28/solarino-lo-spazzino-fotovoltaico-delle-spiagge/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/03/27/415/' rel='bookmark' title='Permanent Link: In arrivo pesce-robot per controllare l&#8217;inquinamento'>In arrivo pesce-robot per controllare l&#8217;inquinamento</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/07/17/archimede-la-centrale-solare-termodinamica-a-sali-fusi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Archimede, la centrale solare termodinamica a sali fusi'>Archimede, la centrale solare termodinamica a sali fusi</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/23/shams-maan-la-centrale-solare-piu-grande-del-mediterraneo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Shams Ma&#8217;an, la centrale solare più grande del Mediterraneo'>Shams Ma&#8217;an, la centrale solare più grande del Mediterraneo</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1887" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/07/Solarino-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1887" title="Alessandro Deodati, Giuseppe Vendramin ed Emiliano Petrachi, inventori di Solarino" src="http://newton.logg.it/files/2010/07/Solarino-Small-400x300.jpg" alt="Alessandro Deodati, Giuseppe Vendramin ed Emiliano Petrachi, inventori di Solarino" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Alessandro Deodati, Giuseppe Vendramin ed Emiliano Petrachi, inventori di Solarino</p></div>
<p>Tre ingegneri che collaborano con il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione  dell&#8217;università del Salento hanno ideato un robot spazzino per pulire la sabbia delle spiagge.</p>
<p>Alessandro Deodati, Giuseppe Vendramin ed Emiliano Petrachi hanno sviluppato Solarino, il primo robot ad energia solare per la pulizia dei lidi. Si tratta di un macchinario dotato a 4 pale vagliatrici rotanti con la superficie a maglia sottile che realizzano il setacciamento della sabbia con la conseguente raccolta dei detriti di scarto. Solarino è in grado di muoversi in uno spazio predefinito grazie al microprocessore e ai sensori che guidano i suoi movimenti. E&#8217; silenzioso, economico ed ecologico, grazie all&#8217;energia prodotta dai pannelli fotovoltaici.</p>
<p>“Ospiti indesiderati dei nostri lidi possono essere rifiuti di più o meno grandi dimensioni.”, raccontano i tre ingegneri “Le attuali macchine pulisci-spiaggia, presentano dei costi elevati e costringono gli operatori del settore ad adoperarle in orari poco comodi per la bella stagione: o in pigre ore dell’alba o dopo il comodo sfollamento della spiaggia da parte dei bagnanti in tarde ore preserali.”. “Abbiamo pensato ad un vagliatore automatico per terreni a grana fine, ovvero un robot in grado di muoversi autonomamente sulla spiaggia alimentato dall’energia solare. La marcia innovativa è rappresentata dalla formula alto rendimento-basso costo di produzione-bassi volumi di ingombro e ridotta massa totale dell’intero sistema. E’ importante sottolineare che Solarino presenta una bassissima frequenza di manutenzione, a fronte di un lungo lavoro di progettazione e messa a punto per renderlo completamente autonomo.&#8221;</p>
<p>Per approondimenti: <a title="UniSalento.it" href="http://www.dii.unisalento.it/seo-start/page/home.rassegna_stampa/news_id/2ff6e19703fe5e11821cb04bba39c065/news_category/9273c402ca14844886e71a456b6e4e9e/seo-stop/index.php" target="_blank">UniSalento.it</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/03/27/415/' rel='bookmark' title='Permanent Link: In arrivo pesce-robot per controllare l&#8217;inquinamento'>In arrivo pesce-robot per controllare l&#8217;inquinamento</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/07/17/archimede-la-centrale-solare-termodinamica-a-sali-fusi/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Archimede, la centrale solare termodinamica a sali fusi'>Archimede, la centrale solare termodinamica a sali fusi</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/23/shams-maan-la-centrale-solare-piu-grande-del-mediterraneo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Shams Ma&#8217;an, la centrale solare più grande del Mediterraneo'>Shams Ma&#8217;an, la centrale solare più grande del Mediterraneo</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/07/28/solarino-lo-spazzino-fotovoltaico-delle-spiagge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>HyDro Power, l&#8217;energia ricavata dall&#8217;acqua degli scarichi domestici</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/07/26/hydro-power-lenergia-ricavata-dallacqua-degli-scarichi-domestici/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/07/26/hydro-power-lenergia-ricavata-dallacqua-degli-scarichi-domestici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 22:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[scarichi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1878</guid>
		<description><![CDATA[Alcune invenzioni sono così logiche che ci si scopre a pensare come non siano venute in mente a nessuno in precedenza.
E&#8217; il caso di HyDro Power, la turbina per generare energia elettrica con l&#8217;acqua degli scarichi domestici, ideata da Tom Broadbent, studente inglese di Design Industriale.
L&#8217;acqua proveniente dai sanitari, dalla doccia e dai lavandini viene incanalata e colpisce quattro turbine che azionano un generatore elettrico. Questo sistema di produzione è interessante soprattutto per i condomini, dove gli scarichi sono molti e l&#8217;energia prodotta, oltre ad essere venduta a compagnie elettriche, può essere utilizzata per i sevizi comuni, come luci, ascensori, [<a href="http://newton.logg.it/2010/07/26/hydro-power-lenergia-ricavata-dallacqua-degli-scarichi-domestici/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/11/08/le-porte-sottomarine-che-generano-energia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le porte sottomarine che generano energia'>Le porte sottomarine che generano energia</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/27/energia-dalle-correnti-marine-grazie-agli-aquiloni-a-turbina/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Energia dalle correnti marine, grazie agli aquiloni a turbina'>Energia dalle correnti marine, grazie agli aquiloni a turbina</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/03/01/planet-solar-il-catamarano-ad-energia-solare/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Planet Solar, il catamarano ad energia solare'>Planet Solar, il catamarano ad energia solare</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1879" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/07/Tom-Broadbent-524x786-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1879" title="Tom Broadbent con la sua invenzione" src="http://newton.logg.it/files/2010/07/Tom-Broadbent-524x786-Small-200x300.jpg" alt="Tom Broadbent con la sua invenzione" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tom Broadbent con la sua invenzione</p></div>
<p>Alcune invenzioni sono così logiche che ci si scopre a pensare come non siano venute in mente a nessuno in precedenza.<br />
E&#8217; il caso di HyDro Power, la turbina per generare energia elettrica con l&#8217;acqua degli scarichi domestici, ideata da Tom Broadbent, studente inglese di Design Industriale.</p>
<p>L&#8217;acqua proveniente dai sanitari, dalla doccia e dai lavandini viene incanalata e colpisce quattro turbine che azionano un generatore elettrico. Questo sistema di produzione è interessante soprattutto per i condomini, dove gli scarichi sono molti e l&#8217;energia prodotta, oltre ad essere venduta a compagnie elettriche, può essere utilizzata per i sevizi comuni, come luci, ascensori, aria condizionata.</p>
<p>Tom Broadbent, che studia alla De Montfort University (DMU) di Leicester, ha avuto l&#8217;intuizione osservando con quanta forza scendeva nello scarico l&#8217;acqua della vasca da bagno in un albergo. Quella forza che poteva essere imbrigliata per produrre energia pulita.</p>
<p>Ora Tom aspetta solo di poter sperimentare in un edificio il macchinario da lui progettato.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="DMU" href="http://www.dmu.ac.uk/news_events/news/current/100719_3_Tom_Broadbent_HighDro.jsp" target="_blank">DMU</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/11/08/le-porte-sottomarine-che-generano-energia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le porte sottomarine che generano energia'>Le porte sottomarine che generano energia</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/27/energia-dalle-correnti-marine-grazie-agli-aquiloni-a-turbina/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Energia dalle correnti marine, grazie agli aquiloni a turbina'>Energia dalle correnti marine, grazie agli aquiloni a turbina</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/03/01/planet-solar-il-catamarano-ad-energia-solare/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Planet Solar, il catamarano ad energia solare'>Planet Solar, il catamarano ad energia solare</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/07/26/hydro-power-lenergia-ricavata-dallacqua-degli-scarichi-domestici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Sud Corea arriva una schiera di insegnanti robot</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/07/25/in-sud-corea-arriva-una-schoera-di-insegnanti-robot/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/07/25/in-sud-corea-arriva-una-schoera-di-insegnanti-robot/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 22:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>
		<category><![CDATA[EngKey]]></category>
		<category><![CDATA[Robot insegnante]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1872</guid>
		<description><![CDATA[La Corea del Sud ha deciso di passare ai robot per alcuni programmi di educazione delle scuole elementari.
I sudcoreani da qualche anno cercano di insegnare l&#8217;inglese il più precocemente possibile ai bambini perchè pensano che sarà la lingua franca del presente e del futuro, perciò vogliono che i nuovi adulti siano pronti a dialogare con chiunque nel mondo intero.
Per questo fino ad ora era stata spinta l&#8217;assunzione di insegnanti madrelingua dagli USA, dal Canada, dal Sudafrica etc. per insegnare ai bambini della scuola elementare. Gli insegnanti però iniziano a scarseggiare, anche perchè è difficile mandarli in isole o località sperdute.
Ecco allora che [<a href="http://newton.logg.it/2010/07/25/in-sud-corea-arriva-una-schoera-di-insegnanti-robot/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/03/28/dal-giappone-il-robot-giornalista/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dal Giappone il robot giornalista'>Dal Giappone il robot giornalista</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/06/24/yotaro-il-baby-robot-per-scoprire-le-gioie-di-essere-genitori/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Yotaro, il baby robot per scoprire le gioie di essere genitori'>Yotaro, il baby robot per scoprire le gioie di essere genitori</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/02/17/robot-al-british-science-museum-di-londra/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Robot al British Science Museum di Londra'>Robot al British Science Museum di Londra</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1873" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/07/EngKey.jpg"><img class="size-medium wp-image-1873" title="EngKey" src="http://newton.logg.it/files/2010/07/EngKey-225x300.jpg" alt="EngKey" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">EngKey</p></div>
<p>La Corea del Sud ha deciso di passare ai robot per alcuni programmi di educazione delle scuole elementari.</p>
<p>I sudcoreani da qualche anno cercano di insegnare l&#8217;inglese il più precocemente possibile ai bambini perchè pensano che sarà la lingua franca del presente e del futuro, perciò vogliono che i nuovi adulti siano pronti a dialogare con chiunque nel mondo intero.</p>
<p>Per questo fino ad ora era stata spinta l&#8217;assunzione di insegnanti madrelingua dagli USA, dal Canada, dal Sudafrica etc. per insegnare ai bambini della scuola elementare. Gli insegnanti però iniziano a scarseggiare, anche perchè è difficile mandarli in isole o località sperdute.</p>
<p>Ecco allora che la soluzione si chiama EngKey, contrazione di English Jockey, un robot simil-pinguino che ha il compito specifico di migliorare la pronuncia dei giovani coreani.</p>
<p>“Not good this time!” EngKey ammonisce in questo modo un bambino della sesta classe quando si ferma davanti a lui:  “You need to focus more on your accent. Let’s try again.”</p>
<p>Il robot è la grande speranza di Choi Mun-taek, capo progetto al Korea Institute of Science and Technology’s Center for Intelligent Robotics. &#8220;In tre &#8211; cinque anni EngKey maturerà a sufficienza per rimpiazzare totalmente gli insegnanti madrelingua.&#8221;</p>
<p>Per ora i robot richiedono la costante presenza di un tecnico, per evitare che diventino un costoso giocattolo (attualmente costa da 24.000 a 32.000 $) abbandonato in un angolo della classe.</p>
<p>Nonostante siano in effetti poco più che giocattoli, questi EngKey preparano i bambini ad un futuro pervaso dai robot.</p>
<p>&#8220;All&#8217;inizio dell&#8217;anno quando l&#8217;istituto promosse un programma sperimentale a Masan sulla costa sud ci fu una corsa tra i bambini per essere selezionati&#8221; ha dichiarato Kim Bo-yeong, insegnante di inglese. &#8220;I bambini amano tutti i robot: hanno vergogna se devono fare pratica davanti ad un insegnante madrelingua, e trovano molto più facile parlare con un robot&#8221;.</p>
<p>La sfida ora è quella di abbattere il costo di un &#8220;pinguino&#8221; ad 8.000 $ e soprattutto di migliorarne l&#8217;abilità di conversazione perchè per ora ripete un po&#8217; gli stessi dialoghi e questo annoia velocemente i bambini.</p>
<p>EngKey è in buona compagnia: il mese scorso è stato annunciato un programma per introdurre 11 tipi di robot intelligenti: da quelli che vendono biglietti a quelli che stanno nei chioschi, ai robot soldati che prenderanno il posto i alcuni militari al confine con la Corea del nord.</p>
<p>Approfondimenti: <a title="the new york times" href="http://www.nytimes.com/2010/07/11/science/11robotside.html?_r=1" target="_blank">The New York Times</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/03/28/dal-giappone-il-robot-giornalista/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dal Giappone il robot giornalista'>Dal Giappone il robot giornalista</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/06/24/yotaro-il-baby-robot-per-scoprire-le-gioie-di-essere-genitori/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Yotaro, il baby robot per scoprire le gioie di essere genitori'>Yotaro, il baby robot per scoprire le gioie di essere genitori</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/02/17/robot-al-british-science-museum-di-londra/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Robot al British Science Museum di Londra'>Robot al British Science Museum di Londra</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/07/25/in-sud-corea-arriva-una-schoera-di-insegnanti-robot/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un cratere da meteorite scoperto grazie a Google Earth</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/07/24/un-cratere-da-meteorite-scoperto-grazie-a-google-earth/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/07/24/un-cratere-da-meteorite-scoperto-grazie-a-google-earth/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 22:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geologia]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[cratere]]></category>
		<category><![CDATA[Google Earth]]></category>
		<category><![CDATA[meteorite]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1868</guid>
		<description><![CDATA[Quanti di voi hanno curiosato in Google Earth almeno una volta, per vedere la vostra casa dall&#8217;alto o magari qualche monumento o piazza famosa?
Grazie a questo strumento due anni fa Vincenzo De Michele, ex curatore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, ha scoperto, nel deserto egiziano al confine con Libia e Sudan, nei pressi della cittadina di Kamil, una strana depressione a forma di catino. Le successive indagini dei ricercatori dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno stabilito che si tratta di un cratere creato dall&#8217;impatto di un meteorite circa 5.000 anni fa.
La [<a href="http://newton.logg.it/2010/07/24/un-cratere-da-meteorite-scoperto-grazie-a-google-earth/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/24/google-earth-contro-la-deforestazione/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google Earth contro la deforestazione'>Google Earth contro la deforestazione</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/02/05/nasa-e-google-aprono-luniversita-della-singolarita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: NASA e Google aprono l&#8217;Università della singolarità'>NASA e Google aprono l&#8217;Università della singolarità</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1869" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/07/Kamil_Fig5-s.jpg"><img class="size-medium wp-image-1869" title="Il cratere meteoritico Kamil - da INGV" src="http://newton.logg.it/files/2010/07/Kamil_Fig5-s-400x300.jpg" alt="Il cratere meteoritico Kamil - da INGV" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il cratere meteoritico Kamil - da INGV</p></div>
<p>Quanti di voi hanno curiosato in Google Earth almeno una volta, per vedere la vostra casa dall&#8217;alto o magari qualche monumento o piazza famosa?</p>
<p>Grazie a questo strumento due anni fa Vincenzo De Michele, ex curatore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, ha scoperto, nel deserto egiziano al confine con Libia e Sudan, nei pressi della cittadina di Kamil, una strana depressione a forma di catino. Le successive indagini dei ricercatori dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno stabilito che si tratta di un cratere creato dall&#8217;impatto di un meteorite circa 5.000 anni fa.</p>
<p>La particolarità di questo cratere è che sia perettamente conservato. Solitamente nel giro di pochi anni queste testimonianze vengono ricoperte di vegetazione, scomparendo così alla vista. Nel caso di Kamil, questo il nome attribuitogli, son visibili le strutture primarie di impatto, associate alla presenza degli abbondanti resti di un meteorite metallico e di tipiche strutture metamorfiche, metamorfismo da shock nelle rocce incassanti, arenarie del Cretaceo.</p>
<p>Le dimensioni del &#8220;catino&#8221; sono di circa 45 m di diametro e 16 m di profondità ed è riempito di sabbia, trasportata dal vento, per circa 6 m di spessore.<br />
Il meteorite è stato classificato come una Ataxite ricca in Nichel, con dimensioni pari a circa 1.3 m di diametro e di massa presunta paria a 5-10 tonnellate e una massa originaria all’impatto con l’atmosfera circa 20-40 tonnellate.</p>
<p>&#8220;Secondo un modello recente l’energia liberata al contatto del suolo dovrebbe essere pari a 0.02 kToni (Hiroshima 20 kToni). L’energia sismica rilasciata dovrebbe essere pari ad una magnitudo 1.3 della scala Richter mentre l’onda d’urto in aria (massima velocità circa 270 km/h e picco di pressione pari a circa 37 kPa) potrebbe fare collassare i tetti in legno, rompere i vetri delle finestre e abbattere il 90% degli alberi nelle circostanze.&#8221; racconta il dottor Stefano Urbili dell&#8217;INGV: &#8220;L’aspetto peggiore è però sicuramente legato alla frammentazione da impatto del meteorite che si comporta come una gigantesca granata militare generando una pioggia di proiettili incandescenti e taglienti capaci di arrivare anche ad 1 km di distanza.&#8221;</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="ingv" href="http://portale.ingv.it/stampa-e-comunicazione/archivio-comunicati-stampa/comunicati-stampa-2010/science-egitto-meridionale-una-spedizione-scientifica-italo-egiziana-identifica-un-cratere-d2019impatto-da-meteorite-perfettamente-conservato" target="_blank">INGV</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2009/10/24/google-earth-contro-la-deforestazione/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google Earth contro la deforestazione'>Google Earth contro la deforestazione</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2009/02/05/nasa-e-google-aprono-luniversita-della-singolarita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: NASA e Google aprono l&#8217;Università della singolarità'>NASA e Google aprono l&#8217;Università della singolarità</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/07/24/un-cratere-da-meteorite-scoperto-grazie-a-google-earth/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La più grande stella mai osservata</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/07/23/la-piu-grande-stella-mai-osservata/</link>
		<comments>http://newton.logg.it/2010/07/23/la-piu-grande-stella-mai-osservata/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 21:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[nebulosa]]></category>
		<category><![CDATA[Sole]]></category>
		<category><![CDATA[stella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://newton.logg.it/?p=1865</guid>
		<description><![CDATA[Gli astronomi dell&#8217;University of Sheffield hanno scoperto, grazie al Very Large Telescope (VLT) dell&#8217;European Southern Observatory, la stella più massiccia mai osservata prima.
Il gruppo guidato dall&#8217;astrofisico Paul Crowther ha studiato due giovani ammassi di stelle, NGC 3603 e RMC 136a, confrontando le informazioni raccolte da VLT con l&#8217;archivio dell’Hubble Space Telescope.
NGC 3603 si trova a 22 000 anni luce di distanza dal Sole ed è costituito da nubi di gas e polveri in cui si continuano a formare stelle. Tra queste alcune formano un sistema stellare doppio e la massa del loro agglomerato alla nascita era pari a 150 dei [<a href="http://newton.logg.it/2010/07/23/la-piu-grande-stella-mai-osservata/">continua a leggere...</a>]


Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/05/22/un-sole-si-sta-mangiando-un-pianeta/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un sole si sta mangiando un pianeta'>Un sole si sta mangiando un pianeta</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/04/22/il-sole-come-non-lavete-mai-visto/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il Sole come non l&#8217;avete mai visto'>Il Sole come non l&#8217;avete mai visto</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/08/03/questa-sera-inizia-il-risveglio-del-sole/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Questa sera inizia il risveglio del Sole'>Questa sera inizia il risveglio del Sole</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1866" class="wp-caption alignnone" style="width: 308px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/07/RMC136a-eso1030d.jpg"><img class="size-medium wp-image-1866" title="L'ammasso RMC136a - da ESO" src="http://newton.logg.it/files/2010/07/RMC136a-eso1030d-298x300.jpg" alt="L'ammasso RMC136a - da ESO" width="298" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ammasso RMC136a - da ESO</p></div>
<p>Gli astronomi dell&#8217;University of Sheffield hanno scoperto, grazie al Very Large Telescope (VLT) dell&#8217;European Southern Observatory, la stella più massiccia mai osservata prima.</p>
<p>Il gruppo guidato dall&#8217;astrofisico Paul Crowther ha studiato due giovani ammassi di stelle, NGC 3603 e RMC 136a, confrontando le informazioni raccolte da VLT con l&#8217;archivio dell’Hubble Space Telescope.</p>
<p>NGC 3603 si trova a 22 000 anni luce di distanza dal Sole ed è costituito da nubi di gas e polveri in cui si continuano a formare stelle. Tra queste alcune formano un sistema stellare doppio e la massa del loro agglomerato alla nascita era pari a 150 dei nostri soli.</p>
<p>All&#8217;interno della nebulosa Tarantola, nella a noi vicina galassia chiamata Grande Nube di Magellano, a 165 000 anni luce di distanza si trova invece un ammasso di stelle giovani e calde. Tra queste R136a1 è risultata essere la più grande stella mai trovata, con una massa attuale di circa 265 masse solari e con un peso alla nascita di 320 volte quello del Sole ed una luminosità di circa 10 milioni di volte quella del Sole, anche questo un record. Si potrebbe ipotizzare che si sia generata dalla fusione di più stelle.</p>
<p>&#8220;A differenza degli esseri umani, queste stelle sono nate pesanti e invecchiando perdono peso&#8221;, afferma Paul Crowther. &#8220;Con un&#8217;età di poco più di un milione di anni, la stella più estrema R136a1 è una stella di mezza età e ha già subito un intenso programma di dimagrimento, perdendo nel tempo un quinto della sua massa iniziale, più di cinquanta masse solari.&#8221;</p>
<p>La scoperta di R136a1 ha creato scalpore perché gli scienziati avevano escluso che potessero esistere stelle con massa superiore di 130 volte quella del nostro sole.</p>
<p>&#8220;Le stelle più piccole sono si limitano ad essere  un&#8217;ottantina di volte Giove, sotto tale misura sono &#8217;stelle fallite&#8217; o nane brune&#8221;, dice un membro del team Olivier Schnurr dell&#8217;Istituto di Astrofisica di Potsdam. &#8220;La nostra ricerca fornisce nuovo sostegno all’ipotesi che esista anche un limite superiore a quanto possa essere grande una stella, anche se alza questo limite del doppio rispetto al precedente, a circa 300 volte la massa del Sole.&#8221;</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="ESO" href="http://www.eso.org/public/italy/news/eso1030/" target="_blank">ESO</a></p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://newton.logg.it/2010/05/22/un-sole-si-sta-mangiando-un-pianeta/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Un sole si sta mangiando un pianeta'>Un sole si sta mangiando un pianeta</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/04/22/il-sole-come-non-lavete-mai-visto/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il Sole come non l&#8217;avete mai visto'>Il Sole come non l&#8217;avete mai visto</a></li><li><a href='http://newton.logg.it/2010/08/03/questa-sera-inizia-il-risveglio-del-sole/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Questa sera inizia il risveglio del Sole'>Questa sera inizia il risveglio del Sole</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://newton.logg.it/2010/07/23/la-piu-grande-stella-mai-osservata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
