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	<title>newton.logg&#187; &#187; Arte, musica, lettere</title>
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	<description>&#124; Tutte le news e le curiosità dal mondo della tecnologia e delle scienze</description>
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		<title>Ecco gli schermi prismatici: un primo passo verso il 3D senza occhialini</title>
		<link>http://newton.logg.it/2010/04/06/ecco-gli-schermi-prismatici-un-primo-passo-verso-il-3d-senza-occhialini/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 09:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Dai laboratori di ricerca stanno uscendo finalmente gli schermi prismatici: un primo passo verso il 3D da guardare senza occhialini.
Un team di ingegneri di Taiwan sembra essere arrivato a buon punto in questa tecnologia che è la più promettente per un 3D con qualità superiore rispetto ai quelli attivi oggi.
Lo schermo prismatico era stato già usato in diversi sistemi con successi alterni. Questa volta permette di creare un senso di profondità riflettendo la luce in due diverse direzioni, che sono poi interpretate separatamente dall&#8217;occhio sinistro e destro dello spettatore.
Il sistema non necessita di occhalini, funziona però solo se si è [<a href="http://newton.logg.it/2010/04/06/ecco-gli-schermi-prismatici-un-primo-passo-verso-il-3d-senza-occhialini/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1415" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://newton.logg.it/files/2010/04/SchermoPrismatico-Prism-3D-Display.jpg"><img class="size-medium wp-image-1415" title="Il nuovo schermo prismatico" src="http://newton.logg.it/files/2010/04/SchermoPrismatico-Prism-3D-Display-400x278.jpg" alt="Il nuovo schermo prismatico" width="400" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">Il nuovo schermo prismatico</p></div>
<p>Dai laboratori di ricerca stanno uscendo finalmente gli schermi prismatici: un primo passo verso il 3D da guardare senza occhialini.</p>
<p>Un team di ingegneri di Taiwan sembra essere arrivato a buon punto in questa tecnologia che è la più promettente per un 3D con qualità superiore rispetto ai quelli attivi oggi.</p>
<p>Lo schermo prismatico era stato già usato in diversi sistemi con successi alterni. Questa volta permette di creare un senso di profondità riflettendo la luce in due diverse direzioni, che sono poi interpretate separatamente dall&#8217;occhio sinistro e destro dello spettatore.</p>
<p>Il sistema non necessita di occhalini, funziona però solo se si è ad una determinata distanza dallo schermo.</p>
<p>Per ottenere il prototipo è stato necessario definire una curvatura dello schermo, necessaria per far rimanere i raggi nella zona visibile. I ricercatori hanno lavorato per &#8220;sistemare&#8221; in maniera fine l&#8217;angolatura dei prismi e la curvatura globale per minimizzare l&#8217;effetto dei &#8220;percorsi incrociati&#8221; della luce. La cosa interessante è che questo sistema permette anche di avere alta efficenza ottica.</p>
<p>Gli schermi studiati in precedenza infatti riuscivano a migliorare uno dei due parametri solo a discapito dell&#8217;altro.</p>
<p>L&#8217;aumento di prismi per pixel può poi permettere di &#8220;servire&#8221; più spettatori: nel prototipo infatti 4 prismi per pixel generano 10 zone di vista, chiamate &#8220;soft zone&#8221;, suddivise in 4 file. Altro vantaggio di questo design rispetto ai sistemi esistenti è quello di poter aumentare il numero di zone di vista senza diminuire sensibilmente la risoluzione.</p>
<p>Speriamo quindi che il gruppo di ricerca guidato da Wallen Mphepö del National Chiao Tung University di Hsinchu, Taiwan e  dalla Chalmers University of Technology in Göteborg, Svezia riesca al più presto ad uscire dalla fase di prototipo.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="physorg" href="http://www.physorg.com/news188550483.html" target="_blank">Physorg</a></p>


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		<title>Assegnato il Nobel per la Fisica</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 15:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Nobel per la Fisica 2009 è stato assegnato a tre scienziati, definiti dalla Royal Swedish Academy of Sciences i &#8220;maghi della luce&#8221;.
Per metà è andato a Charles K. Kao, studioso anglo-americano e professore nel Regno Unito ed in Cina, &#8220;per le realizzazioni innovative riguardanti la trasmissione della luce nelle fibre per la comunicazione ottica&#8221;, l&#8217;altra metà a Willard S. Boyle e George E. Smith, americani dei Bell Laboratories, &#8220;per l&#8217;invenzione di un semiconduttore per immagini, il sensore CCD&#8221;.
Nel 1966 Charles K. Kao ha calcolato come trasmettere la luce lungo fibre ottiche di vetro, per lunghe distanze. Il suo entusiasmo [<a href="http://newton.logg.it/2009/10/06/assegnato-il-nobel-per-la-fisica/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_566" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-medium wp-image-566" src="http://newton.logg.it/files/2009/10/Fibreoptic-400x264.jpg" alt="Fibre ottiche" width="400" height="264" /><p class="wp-caption-text">Fibre ottiche</p></div>
<p>Il Nobel per la Fisica 2009 è stato assegnato a tre scienziati, definiti dalla Royal Swedish Academy of Sciences i &#8220;maghi della luce&#8221;.<br />
Per metà è andato a Charles K. Kao, studioso anglo-americano e professore nel Regno Unito ed in Cina, &#8220;per le realizzazioni innovative riguardanti la trasmissione della luce nelle fibre per la comunicazione ottica&#8221;, l&#8217;altra metà a Willard S. Boyle e George E. Smith, americani dei Bell Laboratories, &#8220;per l&#8217;invenzione di un semiconduttore per immagini, il sensore CCD&#8221;.</p>
<p>Nel 1966 Charles K. Kao ha calcolato come trasmettere la luce lungo fibre ottiche di vetro, per lunghe distanze. Il suo entusiasmo ha spinto altri ricercatori a credere nelle potenzialità delle fibre ottiche e grazie alla sua scoperta la comunicazione di oggi è quella che conosciamo. Un milardo di chilometri di fibra ottica, sufficienti ad avvolgere il mondo per 25 mila volte, permettono la comunicazione telefonica, il funzionamento di internet e tutto il flusso di dati ed immagini che sembra così normale ci raggiungano in frazioni di secondo.</p>
<p>Nel 1969 Willard S. Boyle e George E. Smith ha inventato la prima tecnologia di acquisizione di immagini utilizzando un sensore digitale, un CCD (Charge-Coupled Device). La tecnologia CCD utilizza l&#8217;effetto fotoelettrico, teorizzato da Albert Einstein e per la quale è stato insignito del Nobel nel 1921, secondo cui una superficie colpita dalla luce rilascia elettroni, costituendo una corrente elettrica. Questa corrente riporta la matrice di pixel sul sensore CCD, registrandolo.<br />
Questa scoperta sta alla base della fotografia digitale che tutti noi conosciamo, ma che per lungo tempo, prima di essere alla portata di tutti, è stata utilizzata soprattutto in campo medico (diagnostica e microchirurgia) e astronomico.</p>
<p>Per approfondimenti: <a title="nobelprize.org" href="http://nobelprize.org/nobel_prizes/physics/laureates/2009/press.html" target="_blank">nobelprize.org</a></p>


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		<title>Stonehenge, luogo di culto musicale</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 09:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stonehenge, il famoso sito megalitico a qualche chilometro da Salisbury, resta ancora un enigma per gli archeologi. Costruito a partire dal 3100 a.C. e completato circa nel 2000 a.C., è realizzato da un terrapieno al centro del quale sono posti i megaliti, le grandi pietre poste circolarmente.
Durante i millenni il suo uso è sicuramente variato, da luogo di sepoltura ad osservatorio astronomico, a luogo culto religioso, ma l&#8217;ultima ipotesi, comparsa iera sulle pagine di &#8220;The Sun&#8220;, è veramente originale.
Rupert Till, professore della Huddersfield University ed esperto in tecnologia del suono, ritiene che le pietre abbiano una acustica perfetta per i [<a href="http://newton.logg.it/2009/01/06/stonehenge-luogo-di-culto-musicale/">continua a leggere...</a>]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stonehenge, il famoso sito megalitico a qualche chilometro da Salisbury, resta ancora un enigma per gli archeologi. Costruito a partire dal 3100 a.C. e completato circa nel 2000 a.C., è realizzato da un terrapieno al centro del quale sono posti i megaliti, le grandi pietre poste circolarmente.</p>
<div id="attachment_191" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://newton.logg.it/files/2009/02/stonehenge-small.jpg"><img class="corners iradiae1001 iradius16 iborder1 icolorc3c6c7" src="http://newton.logg.it/files/2009/02/stonehenge-small-300x199.jpg" alt="Stonehenge" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Stonehenge</p></div>
<p>Durante i millenni il suo uso è sicuramente variato, da luogo di sepoltura ad osservatorio astronomico, a luogo culto religioso, ma l&#8217;ultima ipotesi, comparsa iera sulle pagine di &#8220;<a title="The Sun" href="http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/article2094889.ece" target="_blank">The Sun</a>&#8220;, è veramente originale.</p>
<p><a title="Rupert Till" href="http://www.hud.ac.uk/mh/music/research/rupert-till.php" target="_blank">Rupert Till</a>, professore della <a title="Huddersfield University" href="http://www.hud.ac.uk//" target="_blank">Huddersfield University</a> ed esperto in tecnologia del suono, ritiene che le pietre abbiano una acustica perfetta per i ritmi ripetitivi, cadenzati, tipici dei riti in cui si ricercava una sorta di trance per comunicare con le divinità.</p>
<p>Dopo le simulazioni al computer non è stato possibile dimostrare questa teoria direttamente a Stonehenge, dato che molte pietre sono cadute e non sono più nella posizione originale, così il test è stato fatto sulla moderna ricostruzione, il Memoriale di Guerra di Maryhill, nello stato americano di Washington.</p>
<p>&#8220;Abbiamo riprodotto il suono di una parola o di un battito di mani come doveva essere a Stonehenge 5000 anni fa. Siamo riusciti a far sì che l&#8217;intero spazio risuonasse, quasi come quando si fa correre il dito sul bordo di un bicchiere di vino.&#8221; dice Rupert Till &#8220;&#8221;Mentre questo accadeva, un semplice battito di tamburo risuanava in modo incredibilmente drammatico. Era speciale.&#8221;</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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