Provette

Provette

I ricercatori dell’Istituto di Medicina Rigenerativa del Baptist Medical Center della Wake Forest University di Winston Salem, North Carolina, sono riusciti a produrre in laboratorio un fegato umano, piccolo, ma funzionante.

Gli scienziati sono partiti da un fegato animale, decellularizzandolo, ossia togliendo, grazie ad un detergente, tutte le cellule epatiche e lasciando solo l'”impalcatura” di collagene, lo scheletro. Hanno poi impiantato due differenti tipi di cellule, delle cellule progenitrici, o epatiche immature, e delle cellule endoteliali, che avrebbero dovuto costituire i vasi sanguigni. La struttura così popolata è stata posta all’interno di un bioreattore, un macchinario che fornisce costante apporto di ossigeno e sostanze nutritive. Dopo una settimana si era formato il piccolo fegato, che ha dimostrato di funzionare.

Le dimensioni e quindi la funzione epatica ridotta di questo organo in miniatura non rendono possibile l’utilizzo per un trapianto sull’uomo, ma questo risultato rappresenta senza dubbio un interessante punto di partenza.
 
“Siamo entusiasti delle possibilità che questa ricerca rappresenta, ma mi preme sottolineare che siamo in una fase iniziale e ci sono ancora molti ostacoli tecnici da superare prima che i pazienti possano beneficiarne” commenta Shay Soker,  professore di medicina rigenerativa e direttore del progetto. “Non solo dobbiamo imparare a far crescere di miliardi di cellule epatiche in una sola volta, per costruire un fegato abbastanza grande per i pazienti, ma dobbiamo valutare se l’uso di questi organi è sicuro per loro.”

Per approfondimenti: Wake Forest University Baptist Medical Center