Daniele Piomelli, Direttore Scientifico di D3 - da IIT

Daniele Piomelli, Direttore Scientifico di D3 - da IIT

Un importante risultato nel campi della lotta al dolore è stato raggiunto da un gruppo di ricerca che coinvolge il Drug Discovery and Development (D3), l’Unità di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia dedicata alla scoperta di nuovi farmaci, le americane Università della California Irvine e Università della Georgia (Usa), l’Università Federico II di Napoli e l’ateneo di Urbino.

La scoperta riguarda il modo di inibire la degradazione dell’anandamide, un endocannabinoide  prodotto dal corpo umano, che esercita un’importante azione analgesica nell’ambito delle malattie infiammatorie.

L’enzima amide idrolasi degli acidi grassi (FAAH), che normalmente distrugge l’anandamide, viene inibito da URB937, questo il nome del nuovo farmaco, in modo che l’azione antidolorifica sia inalterata nei tessuti interessati. La caratteristica interessante di URB937 è che la sua azione non tocca il sistema nervoso centrale, evitando quindi gli effetti collaterali tipici degli oppiacei e degli antinfiammatori non steroidei anti (FANS) attuamente utilizzati, come problemi all’apparato digerente, sedazione e soprattutto dipendenza.

“Questi risultati sono significativi perché mostrano per la prima volta come gli inibitori della FAAH potrebbero permettere al corpo di sfruttare i propri poteri analgesici e anti-infiammatori proprio dove è necessario il sollievo dal dolore ed evitare gli effetti collaterali che spesso si osservano in altri antidolorifici.” afferma Dott. Daniele Piomelli, Direttore Scientifico di D3, This has great potential to give patients more treatment options to relieve a wide spectrum of pain, such as rheumatoid arthritis and peripheral neuropathic pain.” Questo ha il grande potenziale di offrire ai pazienti diverse opzioni di trattamento per alleviare un ampio spettro di forme di dolore, come l’artrite reumatoide e dolore neuropatico periferico.”

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience.

Per approfondimenti: IIT