Deviazione delle temperature e dell'altezza dell'oceano durante il picco de El Niño nel 2009-2010 - da NASA

Deviazione delle temperature e dell'altezza dell'oceano durante il picco de El Niño nel 2009-2010 - da NASA

La NASA non studia solo lo spazio, ma anche la Terra, il suo clima e la meteorologia.
Per questo alcuni ricercatori stanno studiando da anni El Niño, il fenomeno climatico periodico che provoca inondazioni o siccità nei paesi dell’area Pacifica equatoriale.

Lee Tong, del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, e Michael McPhaden del NOAA Pacific Marine Environmental Laboratory, di Seattle, hanno misurato variazioni di intensità di El Niño dal 1982 e hanno scoperto che sta cambiando, aumentando d’intensità.

El Niño, detto dagli scienziati ENSO, ossia El Niño-Southern Oscillation, si verifica ogni 3-7 anni, in media cinque, ed è il risultato dell’interazione tra l’oceano e l’atmosfera. Se la superficie della parte centrale dell’Oceano Pacifico manifesta un incremento della temperatura di almeno 0,5 °C rispetto alla media stagionale per un periodo di tempo non inferiore ai 5 mesi abbiamo El Niño, se al contrario la temperatura è inferiore di almeno 0,5 °C nello lo stesso periodo si è in presenza della Niña, ossia il fenomeno opposto.
Questi fenomeni così modificano la circolazione dei venti e delle precipitazioni.

El Niño influenza anche negativamente il movimento verso l’alto delle acque fredde profonde, ricche del plancton che è cibo per i pesci, causando la diminuzione della fauna ittica su cui si basa l’economia di alcune popolazioni sudamericane.

Il fatto che El Niño sia più vigoroso potrebbe aver causato l’incremento delle temperature delle acque tropicali dell’oceano Pacifico, ma secondo i ricercatori il mutamento del El Niño sarebbe un effetto del riscaldamento globale.

Ma, a parte alluvioni, uragani e tornadi oppure siccità per alcune zone, perché la cosa dovrebbe interessarci? Innanzitutto perché “L’impatto di El Niño su modelli climatici a livello mondiale è diverso se il riscaldamento dell’oceano si verifica principalmente nel Pacifico centrale, al posto del Pacifico orientale” sostiene  Michael McPhaden. Questo significherebbe dover modificare tutte le previsioni climatiche stilate in questi anni, che si basavano su di un Niño che non è più.

Per approfondimenti: NASA