Sabato, 17 Luglio 2010
Archimede, la centrale solare termodinamica a sali fusi
E’ stata inaugurata nei giorni scorsi Priolo Gargallo, in provinia di Siracusa, la centrale solare termodinamica “Archimede”, la prima al mondo ad usare i sali fusi come fluido termovettore.
L’impianto solare termodinamico è costituito da un campo composto da circa 30.000 metri quadrati di specchi parabolici che concentrano la luce del sole su 5.400 metri di tubazioni percorse dal fluido.
Questi specchi ricordano gli specchi Ustori con cui Archimede avrebbe incendiato le navi della flotta romana nel mare di Siracusa durante la seconda guerra punica, da cui il nome dell’impianto siciliano. Il fluido viene raccolto in appositi serbatoi e può essere utilizzato per alimentare un generatore di vapore che, ad alta temperatura e pressione, muove le turbine dell’adiacente centrale a ciclo combinato, producendo energia elettrica quando serve e risparmiando combustibile fossile.
Archimede è in grado di raccogliere e conservare per molte ore l’energia termica del sole in modo da usarla per generare energia elettrica anche di notte o quando il cielo è coperto. In questa maniera viene superato il limite tipico di questa fonte rinnovabile: il fatto di poterla usare solo quando la natura la rende disponibile.
Questo impianto è innovativo anche perché, invece di utilizzare un olio diatermico, come tutti gli altri impianti esistenti, vengono usati sali fusi composti da una miscela di nitrati di sodio e potassio, in grado di raggiungere temperature sensibilmente più alte dell’olio diatermico (550° contro i 400°): questo permette di avere una maggiore efficienza di utilizzo dell’energia solare raccolta e una notevole semplicità nello stoccaggio dell’energia, così da funzionare anche di notte o quando il cielo è nuvoloso.
“Quindi ci ritroviamo un impianto che, rispetto a quelli concorrenti, è in grado di produrre il 20-25% di energia in più a parità di campo specchi ed è in grado di immagazzinare a parità di volume di sali fusi circa il doppio di energia, per cui in prospettiva è estremamente competitivo” spiega il responsabile dell’Area tecnica Ricerca di Enel.
La capacità di Archimede è di circa 5 MW di energia elettrica, con un risparmio all’anno di 2.100 tonnellate equivalenti di petrolio, che vuol dire ridurrre le emissioni di anidride carbonica per circa 3.250 tonnellate.
Per approfondimenti: Enel.it
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