Bimbi davanti ad un computer

Bimbi davanti ad un computer

Siete orgogliosi del vostro nipotino che già gioca con il computer anche se non sa ancora leggere, o del vostro bambino per cui il lettore dvd non ha segreti?

La familiarità con la tecnologia nei bimbi piccoli non è un bene, secondo alcuni psicologi della Royal Society of Medicine, impedirebbe lo sviluppo della consapevolezza dello spazio che li circonda attraverso l’esperienza fisica e potrebbe compromettere le capacità di lettura e le abilità matematiche future.

“I bambini hanno bisogno di afferrare, sentire, strofinare, gustare, vedere e muovere le cose reali per educare le loro infrastrutture neurologiche e cognitive con una conoscenza basilare del mondo reale” sostiene il dottor Aric Sigman, membro della British Psychological Society. “Lo psicologo afferma che siamo spinti a credere bambini dovrebbero iniziare ad utilizzare presto la tecnologia per non restare indietro, ma il rischio è invece che siano danneggiati da una partenza troppo precoce. Arriva perfino a definire la tecnologia telematica “l’esaltatore di sapidità del mondo educativo”.

Questa teoria è sostenuta anche dalla professoressa Kathy Hirsh-Pasek, psicologa presso la statunitense Temple University, secondo cui sono da evitare tutti quelle tecnologie e i  programmi informatici che lasciano i bambini passivi o che comunque li coinvolgono richiedendo solo risposte semplici. Possono invece essere positivi tutti quei programmi che permettono di sviluppare la creatività e capacità di pensiero dei più piccoli.

Secondo il dottor Sigman i bambini possono avvicinarsi alle nuove tecnologie a partire dai nove anni, per questo chiederà al governo inglese di cancellare il “Nappy Curriculum” il programma educativo introdotto dal Labour che prevede l’introduzione dell’uso di pc e oggetti tecnologici nei bimbi al di sotto dei cinque anni.

Per approfondimenti: Daily Mail