Mappa tridimensionale della materia oscura elaborata da NASA, ESA e R. Massey (CALTECH)

Mappa tridimensionale della materia oscura elaborata da NASA, ESA e R. Massey (CALTECH)

Da un laboratorio nelle profondità di una miniera in Minnesota alcuni scienziati statunitensi hanno annunciato che potrebbero aver rilevato in due occasioni particelle di materia oscura.

L’esperimento Cryogenic Dark Matter Search II (CDMS II) si svolge da nove anni in una vecchia miniera di ferro, ad una profondità di più di 600 metri, nel nord del Minnesota e coinvolge ricercatori dell’University of Florida.

La materia oscura è stata ipotizzata per spiegare alcuni fenomeni cosmici, come la velocità di rotazione di alcune galassie. La massa delle stelle visibili non avrebbe giustificato la forza di gravità che viene esercitata, per cui si è supposto che esistano delle particelle non rilevabili se non per la loro massa, quindi oscure, perché non assorbono nè riflettono la luce in alcuna forma.

Alcuni fisici ritengono che questa particolare materia sia costituita da WIMP, Weakly Interacting Massive Particles, una particella dotata di massa ma che ha una interazione molto debole, per cui quasi neutra sulla materia ordinaria. Ogni tanto dovrebbe però succedere che i WIMP rimbalzino sui nuclei atomici, rilasciando una piccola quantità di energia che sarebbe rilevabile.

Nel CDM II, protetto da centinaia di metri di roccia, che bloccano la maggior parte delle particelle che arrivano dallo spazio, come i raggi cosmici, ci sono 30 rilevatori di germanio e silicio ad una temperatura vicina allo zero assoluto. I WIMP sono tra le poche particelle che dovrebbero riuscire ad attraversare lo strato di roccia e, colpendo i rilevatori, generare un piccolo innalzamento della temperatura.

Gli scienziati hanno stabilito che servirebbero cinque di queste rilevazioni per confermare l’esistenza dei WIMP, quindi queste prime due non sono conclusive. Tuttavia sono utili a conoscere meglio quello che si sta cercando e magari e trovarlo più in fretta.

Per approfondimenti: University of Florida