Giovedì, 4 Febbraio 2010
Batteri geneticamente modificati per produrre biodiesel
Novità sulla produzione di biocarburanti dagli Stati Uniti. I ricercatori del Joint BioEnergy Institute (JBEI) hanno pubblicato su Nature uno studio su batteri geneticamente modificati per produrre biodiesel.
Il problema dei biocarburanti è che attualmente si ricava bioetanolo da vegetali ricchi di zuccheri, come cereali, colture zuccherine come la canna da zucchero, vinacce e gli amidacei. L’utilizzo dei prodotti agricoli per produrre combustibile entra quindi in conflitto con l’uso alimentare degli stessi.
L’importanza della scoperta degli scienziati californiani è aver modificato l’Escherichia coli, un batterio che vive anche nell’intestino umano, per fargli produrre enzimi che facciano fermentare l’emicellulosa, uno zucchero complesso che costituisce la parte prevalente della biomassa originata dalla cellulosa.
“L’E. coli modificato permette di ottenere carburanti direttamente dalla biomassa di piante che non vengono utilizzate come cibo per gli esseri umani o come mangimi per gli animali”, ha detto Eric Steen, bioingegnere del JBEI. “Attualmente, la trasformazione biochimica della biomassa cellulosica richiede enzimi costosi per arrivare alla liberazione di zucchero. Dando all’E. coli la capacità di fermentare sia cellulosa che emicellulosa, senza l’aggiunta di questi enzimi, possiamo migliorare l’economia dei biocarburanti originati dalla cellulosa.”
“Il fatto che i nostri microbi siano in grado di produrre un carburante diesel direttamente da biomassa, senza ulteriori modifiche chimiche è emozionante e importante”, dice Jay Keasling, amministratore delegato di JBEI e una delle principali autorità scientifica sulla biologia sintetica. “Dato che i costi per ottenere biodiesel non sono paragonabili a quelli per distillare l’etanolo, crediamo che i nostri risultati possano contribuire in maniera significativa a produrre biocarburanti avanzati e convenienti e prodotti chimici rinnovabili.”
Al JBEI ora si lavora per massimizzare l’efficienza e la velocità del processo di trasformazione e la quantità totale di biodiesel che può essere prodotta da una singola fermentazione, per rendere questo processo commercialmente interessante.
Per approfondimenti: Berkeley Lab
|
|







Commenta l'articolo