"Nü Shu" scritto in Nü Shu (da destra verso sinistra)

"Nü Shu" scritto in Nü Shu (da destra verso sinistra)

Nella Cina della crescita economica in doppia cifra e della scoperta del capitalismo, si sta riscoprendo anche il NU Shu, letteralmente “scrittura delle donne”, il linguaggio utilizzato esclusivamente dalle donne per secoli.

Questa forma di scrittura sembra si sia sviluppata durante il XVII secolo nella provincia cinese dello Hunan, che era precedentemente abitata dalla minoranza Yao in cui le donne avevano una certa indipendenza e vennepoi  conquistata dai cinesi che imposero la loro cultura confuciana patriarcale. Le donne, tenute nell’analfabetismo, crearono una scrittura per comunicare tra di loro all’insaputa degli uomini.

La scrittura Nu Shu era utilizzata dalle donne per conversare in cucina o mentre erano impegnate nel ricamo, per tenere diari o scrivere poemi che raccontavano la loro condizione di sottomissione all’uomo, che fosse padre o marito. A differenza del cinese scritto, in cui ogni segno indica una parola, nel Nu Shu gli ideogrammi sono fonetici, rappresentano una sillaba. Lontano dai caratteri squadrati della lingua ufficiale, il Nu shu è curvilineo, tanto che spesso i segni venivano ricamati sugli abiti come disegni, senza che gli uomini potessero interpretarli.

Nonostante la rivoluzione culturale di Mao Zedong abbia tentato di distruggere tutti i documenti scritti, molti sono stati nascosti e sono potuti giungere fino a noi. Tra questi anche i cosiddetti “libri del terzo giorno”, scritti che venivano inviati alle spose il terzo giorno dopo il matrimonio delle “sorelle di sangue”, per incoraggiarle a sopportare la nuova condizione di sottomissione al marito.

A partire dagli ultimi anni del secolo scorso si è riscoperta questa lingua segreta, è stato redatto un alfabeto ed è nata una scuola, riservata esclusivamente alle donne, per “imparare le parole perdute delle donne”.

Ora che nella Cina moderna sostanzialmente le donne non sono più discriminate, le signore della nuova borghesia hanno scoperto il divertimento di utilizzare la lingua delle loro antenate per scambiarsi pettegolezzi sugli uomini, ma anche per leggere i diari di ragazze condannate a vite infelici e buie.

Per approfondimenti: La Repubblica, Associna, LiberaMENTE Magazine