Da sinistra: George Hamilton, Alexander Seifalian e Maqsood Ahmad testano la resistenza alla trazione delle arterie artificiali

Da sinistra: George Hamilton, Alexander Seifalian e Maqsood Ahmad testano la resistenza alla trazione delle arterie artificiali

I ricercatori del Royal Free Hospital di Londra hanno inventato un’arteria artificiale di cui presto inizierà la sperimentazione.

George Hamilton, professore di Chirurgia Vascolare e Alexander Seifalian, professore di Nanotecnologia e riparazione dei tessuti, hanno ideato dei vasi sanguigni in polimero modificato grazie alla nanotecnologia. Questi vasi sono in grado di “pulsare” come le arterie reali, facilitando il passaggio del sangue. Le pareti dell’arteria sintetica sono molto resistenti e sono in grado di sopportare la pressione sanguigna per tutta la vita del paziente.

Nelle intenzioni degli ideatori questi vasi potranno essere utilizzati negli interventi di bypass cardiaco o agli arti inferiori.

Attualmente vengono utilizzati innesti in nylon o PTFE, che però non sono idonei in alcuni interventi, come quelli di bypass, perché sono necessari di dimensioni inferiori agli 8 mm. Inoltre, a causa delle caratteristiche della loro superficie, possono causare la coaugulazione del sangue. In altri casi vengono utilizzate le vene del paziente, prelevate da altri distretti corporei, ma le caratteristiche del vaso sono ovviamente diverse. Tutti questi problemi possono comportare infarti cardiaci, amputazione degli arti e anche la morte del paziente. 

“Il nuovo innesto pulsa al ritmo del cuore e il materiale che lo costituisce è resistente, flessibile, non favorisce la coaugulazione sanguigna e non si rompe, questo è il passo avanti più importante ” afferma il professor Hamilton.

I ricercatori hanno inoltre scoperto ricoprendo la superficie interna del nuovo vaso con molecole frutto della nanotecnologia, si stimolerebbero le cellule staminali endoteliali che circolano nel sangue a rivestire l’innesto. Questo contribuirebbe ancor di più a riparare il vaso danneggiato.

Per approfondimenti: Royal Free Hospital