Orologio biologico - immagine dal sito ns.umich.edu

Orologio biologico - immagine dal sito ns.umich.edu

Ricercatori dell’Università di Manchester e dell’Università del Michigan hanno scoperto come funziona il nostro orologio biologico.

In particolare gli scienziati inglesi Hugh Piggins e Mino Belle hanno testato quello che gli americani Daniel Forger e il suo studente di dottorato Casey Diekman avevano teorizzato dal punto di vista matematico.

Fino ad ora si era pensato che, nella parte centrale del cervello, nel “nucleo soprachiasmatico” (SCN), ci fosse una struttura che inviava segnali elettrici durante il giorno, tenendoci “svegli”, smettendo di notte.

Lo studio ha evidenziato l’esistenza di un tipo di neurone, contenente un gene denominato per1, che è in grado di sopravvivere a livelli di eccitabilità insolitamente alti che ucciderebbero la maggior parte dei neuroni nel cervello. Queste cellule sembrano silenziose, se non addirittura morte, durante il giorno, mentre in realtà funzionano semplicemente in modo diverso. Altre cellule, non per1, si comportano invece in modo normale.
 
I neuroni per1 si attivano all’alba e al tramonto, mandando un segnale elettrico che permette a tutto il corpo di regolarsi su quel tempo, mentre in tutti gli altri momenti restano inattivi.
E’ quindi la loro attività a regolare il ritmo sonno-veglia, non il fatto che di giorno qualcosa si attivi e di notte sia a riposo.

Questo studio si potrebbe dimostrare molto utile per la ricerca di una cura per l’insonnia e per il jet-lag.

Per approfondimenti: University of Manchester, Università del Michigan