Una collisione registrata da ALICE - dal sito del CERN

Una collisione registrata da ALICE - dal sito del CERN

Molti si ricordano del superacceleratore del CERN di Ginevra per le polemiche istigate da chi sosteneva che il suo funzionamento avrebbe creato un buco nero che avrebbe inghiottito la Terra. Pochi giorni dopo la messa in funzione, nel settembre dello scorso anno, qualcosa andò fuori posto ed è stato necessario più di un anno per farlo funzionare nuovamente.

Ora Large Hadron Collider, o LHC, è stato messo in azione e facendo circolare due fasci di protoni si è già riusciti ad ottenere le prime collisioni tra particelle.

Il superacceleratore LHC è un tunnel ad anello, posto a 100 m di profondità, lungo 27 chilometri e raffreddato a meno 271 gradi, al confine tra la Svizzera e la Francia. Può accelerare protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della velocità della luce e farli successivamente scontrare, raggiungendo un’energia, nel centro di massa, di 14 teraelettronvolt (7 per ogni fascio). In quattro punti sono stati posizionati i principali esperimenti di fisica delle particelle: ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS), CMS (Compact Muon Solenoid), LHCb ed ALICE (A Large Ion Collider Experiment). Grazie a questi strumenti verranno analizzate le particelle prodotte dallo scontro tra protoni o ioni. In particolare si cercherà il bosone di Higgs, l’unica particella elementare di cui è stata teorizzata l’esistanza ma non è mai stata osservata.

L’energia in questi primi esperimenti è relativamente bassa, 0,9 teraelettronvolt, ma sarà aumentata sempre più, entro fine del mese di novembre si dovrebbe riuscire a raggiungere i 2,4 TeV, che erano l’obietivo di fine anno, superando così l’acceleratore Statunitense Tevatron di Chicago, che raggiunge solo i due TeV. In primavera si dovrebbero raggiungere i 10 TeV e poi i finali 14, con 40 milioni di collisioni al secondo fra protoni.

“Questa è una grande notizia, l’inizio di un periodo fantastico della fisica dopo il lavoro di 20 anni da parte della comunità internazionale per costruire una macchina e rivelatori di complessità e prestazioni senza precedenti” ha detto il portavoce ATLAS, Fabiola Gianotti.

Per approfondimenti: CERN

I due fasci di protoni contrapposti all'interno di LHC - dal sito del CERN

I due fasci di protoni contrapposti all'interno di LHC - dal sito del CERN