I crateri lunari - Fonte NASA

I crateri lunari - Fonte NASA

La NASA questo pomeriggio ha reso noti i risultati delle osservazioni che hanno seguito il bombardamento della Luna da parte del razzo lanciato da LCROSS: sulla Luna c’è acqua e non poca.

Dopo che tre distinte ricerche avevano dimostrato l’esistenza dell’acqua sul nostro satellite, la sonda LCROSS, Lunar CRater Observation and Sensing Satellite, aveva lanciato Centaur, un razzo che si è schiantato nel cratere Cabeus, nei pressi del polo sud lunare.

Nell’impatto si sono sollevate nuvole di materiale, vapore e pulviscolo  materiale più pesante e compito di LCROSS era analizzere questi materiali prima di precipitare anch’essa sulla Luna.

Dal momento dell’impatto, il team scientifico LCROSS ha lavorato quasi ininterrottamente per analizzare l’enorme quantità di dati spaziali raccolti. Il gruppo si è concentrato sui dati rilevati dagli spettrometri del satellite, che forniscono informazioni precise circa la presenza di acqua. Lo spettrometro esamina la luce emessa o assorbita da materiali, aiutando a identificare la loro composizione.

Sia la visione ad infrarosso che quella all’ultravioletto hanno confermato la presenza d’acqua in quantità rilevante, ma il lavoro da fare è ancora lungo.

“L’analisi completa dei dati richiederà del tempo”, spiega Anthony Colaprete, scienziato del progetto LCROSS e ricercatore dell’Ames Research Center della NASA, situato a Moffett Field, in California. “Oltre all’acqua, stiamo trovando indizi di altre sostanze interessanti. Le regioni in ombra della Luna sono come trappole fredde, che raccolgono e conservano il materiale per miliardi di anni”.

Per approfondimenti: NASA