
Escherichia coli visti al microscopio elettronico
Il primo motore a batteri funziona, a dimostrarlo ora esiste anche un video.
Il lavoro dei ricercatori del dipartimento di Fisica dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale di Fisica della Materia era stato pubblicato lo scorso gennaio sulla rivista scientifica Physical Review Letters e ne avevevamo parlato a febbraio.
Il motore funziona grazie al movimento spontaneo dei batteri, in questo caso Escherichia coli, che fa ruotare un microingranaggio. Il segreto del funzionamento sta proprio nella forma di questo ingranaggio, sviluppato da da Luca Angelani, del laboratorio SMC di INFM-CNR, Roberto di Leonardo e Giancarlo Ruocco, del laboratorio SOFT di INFM-CNR. E’ stata sperimentata una speciale ruota dentata simile ad una stella leggermente assimmetrica, in cui le punte non sono di lunghezza uguale ma sono tutte orientate nel medesimo senso.
Immergendo questi ingranaggi, della dimensione di 40-50 micron, in una soluzione di batteri, si ottiene una velocità di rotazione costante. I batteri funzionano quindi da convertitori di energia chimica in energia meccanica.
Le possibili ricadute tecnologiche di questo nano-motore potranno essere diverse: dalla movimentazione di fluidi nei chip per analisi biochimiche alla produzione di energia elettrica a una scala minima per la quale attualmente non ci sono generatori.
Per approfondimenti: Sapienza
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