Il profumo di detersivo ci fa diventare più buoni

Il profumo di detersivo ci fa diventare più buoni

Sarà pubblicata nei prossimi giorni su Psychological Science una curiosa ricerca che afferma che il profumo di pulito indurrebbe le persone ad essere più buone e generose.

Lo studio,”L’odore della virtù”, è stato realizzato da Katie Liljenquist, assistente professore di leadership organizzativa a Brigham Young University Marriott’s School of Management, Chen-Bo Zhong della Rotman School of Management dell’Università di Toronto e  Adam Galinsky della Kellogg School of Management della Northwestern University.

I ricercatori hanno analizzato il comportamento di alcuni volontari, alcuni tenuti in una stanza senza “odore”, altri in un’altra in cui era stato spuzzato del detersivo per pulire i vetri agli agrumi.
Il primo esperimento è stato il “gioco della fiducia”, ad ogni persona sono stati dati 12 dollari dicendo che erano mandati da uno dei partecipanti nell’altra stanza. Si è chiesto di restituire al “mittente” parte dei soldi e nella stanza profumata la media è stata di 5,33 dollari, quasi la metà, in quella normale 2,81.

Nella seconda prova i soggetti  dovevano dichiarare la propria disponibilità a fare beneficenza e volontariato. Anche in questo caso nella stanza al profumo di detersivo il 22% era disposto a donare denaro e l’interesse per il volontariato è stato calcolato in 4,21 punti su 7. Nella camera neutra la beneficenza interessava solo al 6% e il volontariato veniva valutato 3,29 su 7.

Nessuno delle persone intervistate ha poi dimostrato/ammesso di aver percepito un odore particolare nelle stanze o avere uno stato d’animo che potesse falsare i risultati.

“Fondamentalmente, il nostro studio dimostra che la moralità e la pulizia possono andare di pari passo.”, ha affermato Adam Galinsky “I ricercatori sanno da anni che profumi svolgono un ruolo attivo nel far rivivere le esperienze positive o negative. Ora, la nostra ricerca in grado di offrire maggiore comprensione dei legami tra le azioni caritatevoli e l’ambiente circostante. ”

Per approfondimenti: Brigham Young University