SmartHand

SmartHand

Un team di ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università di Lund, in Svezia, hanno sviluppato una mano artificiale dotata di sensori per il tatto. SmartHand, questo il nome dell’arto robotico, è un progetto di ricerca europeo.

Gli arti artificiali finora erano pinze comandate dalla contrazione dei muscoli del braccio. I 40 sensori e i 4 motori elettrici presenti in questo nuovo modello permettono di sentire la consistenza e la restistenza degli oggetti.

“Noi del Sant’Anna abbiamo sviluppato la mano robotica, un sistema in grado di afferrare gli oggetti e allo stesso tempo con un elevato numero di sensori, che rilevano la posizione delle dita (detta propriocezione) e misurano le interazioni con il mondo esterno.” racconta Christian Cipriani, ingegnere dell’Arts Lab di Pisa “Quello che è cambiato rispetto alle mani robotiche inventate finora, è l’interfaccia sensoriale”.

SmartHand è stata testata da Robin af Ekenstam, un ragazzo svedese di 22 anni che a causa di un tumore al polso ha subito l’amputazione della mano. Robin ha esultato quando la sua mano artificiale ha avvertito di nuovo le sensazioni di presa, spinta e tatto, sensazioni che non provava da molto tempo.

Gli esperimenti condotti finora non sono stati invasivi, non hanno cioè previsto un intervento chirurgico, ma in futuro si spera che l’applicazione della SmartHand sia fatta a livello neurale, impiantando degli elettrodi nel sistema nervoso periferico dell’arto residuo. Così facendo si potrebbe creare nuovamente una comunicazione diretta fra cervello e mano (artificiale).


Per approfondimenti: Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, SmartHand