Domenica, 18 Ottobre 2009
Diamante, la centrale bella e buona
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paolos in: Architettura, Energia

La centrale elettrica "Diamante"
E’ stata inaugurata ieri “Diamante”, l’innovativa centrale elettrica verde creata per spazi ambientali o storico-artistici di pregio.
Nata dal lavoro della facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa ed Enel Ricerche, è stata installata al parco della villa medicea di Pratolino, nel comune di Vaglia, in provincia di Firenze.
Si tratta di una struttura geodetica, costruita per generare energia elettrica da fonti naturali. In particolare il diamante è formato da 38 pannelli fotovoltaici a celle monocristalline, orientati a sud e 42 facce in vetro temprato. All’interno sono poste tre sfere in vetroresina dove sono collocati i serbatoi degli idruri metallici che, mediante il processo di elettrolisi, generano idrogeno nei momenti di surplus elettrico, in modo da poter avere una riserva di energia da poter essere utilizzata nei momenti senza insolazione.
Diamante è anche predisposto per utilizzare l’energia geotermica, tramite una sonda centrale, ovvero può utilizzare la differenza di temperatura tra la falda sotterranea e la temperatura al suolo per la climattizzazione, in estate e in inverno.
“Il sistema integrato di produzione e stoccaggio di energia da fonte solare assicura una continuità di erogazione e garantisce l’autosufficienza energetica di un piccolo condominio” spiega il professor Pier Luigi Maffei, docente di Architettura tecnica, co-autore del progetto insieme al professor Emilio Vitale, preside della facoltà di Ingegneria e all’ingegner Eleonora De Michele.
Le proporzioni seguono le dimensioni auree per fare in modo che sia il più possibile in armonia con la natura, mentre “ll modello estetico è la sintesi evolutiva del dodecaedro di Leonardo-Pacioli e delle cupole geodetiche dell’architetto Richard Fuller e rispetta le tre categorie vitruviane: utilitas, firmitas, venustas”, secondo il professor Maffei.
L’impianto è alto 12 metri, ha un diametro di 8 metri e può essere montato e smontato in maniera semplice e rapida grazie alla struttura modulare. Nella parte inferiore si trova la sala apparati con le macchine necessarie al processo energetico e alcuni spazi didattici che accoglieranno scolaresche e visitatori.
Un dato però manca tra quelli diffusi dagli autori: il costo della realizzazione. Sarebbe interessante capire se una replica di questa centrale è sostenibile dal punto di vista economico o si tratta di una realizzazione “pilota” non facilmente duplicabile a causa dei costi.
[Approfondimenti: Università di Pisa - Il giornale d'ateneo]
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