Simulazione del buco nero

Simulazione del buco nero

Il primo buco nero elettromagnetico è stato creato sulla Terra da Tie Jun Cui e Qiang Cheng della  Southeast University di Nanjing (Cina).

Quello che sorprende della notizia è la velocità in cui i ricercatori sono passati dala teoria alla dimostrazione. Infatti lo studio teorico risale a poco più di un anno fa, quando Evgenii Narimanov e Alexander Kildishev della Purdue University in Indiana (USA) cercarono in un articolo di immaginare come realizzare un buco nero, che avesse le stesse proprietà di quelli cosmici, in cui la forza di gravità è talmente forte da piegare lo spazio-tempo circostante impedendo che la luce sfugga.

L’idea era quella di costruire un apparecchio costituito da cilindri concentrici e da un cuore centrale che avesse la capacità di concentrare le onde elettromagnetiche nel cuore, intrappolandole proprio come i veri buchi neri.

Il passo successivo è stata la realizzazione pratica dell’idea da parte dei due ricercatori cinesi, che hanno però utilizzato microonde anzichè luce visibile. Il segreto è stato quello di modulare la permittività del “meta-materiale” dall’esterno all’interno, facendo in modo che cresca dolcemente e che nell’ultimo cilindro interno sia molto simile a quella del cuore, così che la radiazione venga assorbita e non riflessa (generando calore). In pratica si tratta dell’analogo della curvatura spazio-temporale di un buco nero cosmico.

Ma realizzare l’analogo esperimento per la luce visibile non sarà facile, poichè la lunghezza d’onda della luce è molto più piccola e richiederebbe strutture più piccole di conseguenza. Ciononostante Cui si è dimostrato ottimista e spera di raggiungere il risultato entro la fine del 2009.

Le applicazioni di questa scoperta possono essere molteplici: per esempio l’utilizzo come “concentratore” di raggi del sole per generare energia elettrica e sostituire gli specchi dove la radiazione è troppo diffusa

Approfondimenti: arXiv, NewScientist