Il retrovirus XMRV visto al microscopio elettronico - dal sito del National Cancer Institute

Il retrovirus XMRV visto al microscopio elettronico - dal sito del National Cancer Institute

Uno studio pubblicato su Science annuncia la scoperta del retrovirus che avrebbe un collegamento con la Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS). Questa patologia, che colpisce 17 milioni di persone in tutto il mondo, provoca dolori articolari e muscolari, cefalee, disturbi del sonno, cali di memoria e attenzione, ingrossamento dei linfonodi, mal di gola, debolezza in seguito a sforzi fisici.

I retrovirus sono una famiglia di virus, tra cui l’HIV, il cui patrimonio genetico è nell’RNA e da questo hanno la capacità di retrotrascrivere (sintetizzare all’inverso) il proprio genoma in DNA.

I ricercatori del Whittemore Peterson Institute, del National Cancer Institute e della Cleveland Clinic sono partiti dalla osservazione che un difetto del sistema immunitario accomuna i pazienti con CFS e quelli con il cancro della prostata, in cui il retrovirus XMRV è presente. Gli scienziati hanno analizzato quindi il sangue di 101 persone affette da CFS e di 218 soggetti sani: gli esami hanno mostrato che il retrovirus XMRV è presente nel sangue del 67%  dei pazienti con la sindrome e nel 3,7 dei non ammalati.
Questa scoperta sta già portando alla realizzazione di un test per rilevare gli anticorpi XMRV nel plasma dei malati di Sindrome da Stanchezza Cronica .

“Le prove scientifiche che un retrovirus è implicato nella CFS  apre un nuovo mondo di possibilità per tante persone”, ha dichiarato Annette Whittemore, fondatore e presidente di WPI e madre di un paziente affetto da CFS. “Gli scienziati ora possono iniziare l’importante lavoro di tradurre questa scoperta in cure mediche per le persone con malattie connesse all’XMRV.”

Per approfondimenti: National Cancer Institute