Sabato, 19 Settembre 2009
L’ingegneria genetica salva il mais dal suo peggior nemico
pubblicato da:
samy in: Agricoltura, Biologia, Natura
I ricercatori del Max Planck Institute for Chemical Ecology e dell’Università di Neuchâtel in Svizzera sono riusciti a sconfiggere il verme delle radici del mais grazie alla modifica del suo codice genetico, facendo in modo che attiri l’antagonista dell’insetto.

Larve di Diabrotica Virgifera Virgifera
La Diabrotica del mais (Diabrotica virgifera virgifera) è il parassita del mais più dannoso negli Stati Uniti, responsabile di enormi perdite finanziarie, e negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Europa.
La larva di questo insetto si nutre delle radici del mais, e la pianta, non riuscendo più ad assorbire acqua e sostanze nutritive muore.
Le attuali metodologie per il controllo di questo parassita comprendono gli insetticidi, la rotazione delle colture e l’utilizzo del mais transgenico Bt (non ancora approvato in Europa).
L’utilizzo dell’insetticida ha diverse controindicazioni, in Germania l’utilizzo contro la Diabrotica ha causato la morte di 330 milioni di api da miele.
La scoperta che ha aperto la via a questa soluzione più rispettosa dell’ambiente è stata che il mais nordamericano in origine produceva (E)-beta-cariofillene (ESSC), una sostanza che attira i nematodi che uccidono le larve di Diabrotica. La soluzione consisteva quindi nel trovare il modo di restituire al mais questa caratteristica perduta.

Diabrotica del mais adulta
Jörg Degenhardt e Monika Frey, dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera, hanno quindi trasformato un mais “indifeso” con un gene che codifica un enzima generare ESSC, generando una continua emissione di ESSC. Successivamente, il gruppo di ricerca di Neuchâtel ha testato le piantine modificate sotto la guida del Dipartimento dell’agricoltura degli USA. Il mais che produce ESSC è stato infestato il 60% in meno rispetto al mais non modificato, attraendo un numero maggiore di nematodi.
Gli scienziati ora vogliono riuscire a sfruttare al meglio la risposta dei nematodi agli ESSC per eventualmente applicarla ad altre colture.
Per approfondimenti: innovations-report, pnas
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