Nuova opportunità per produrre energia pulita tramite l’osmosi, due progetti distinti sono stati analizzati in un articolo pubblicato su New Scientist.
Il primo, «Blue Energy» è stato sviluppato dall’ingegnere olandese Joost Veerman e i suoi colleghi del Wetsus, Dutch Centre for Sustainable Water Technology di Leeuwarden, in Olanda. E’ stato costruito un prototipo di generatore di energia che utilizza la differenza di gradiente salino tra acqua marina ed acqua dolce presente alla foce dei fiumi, che potrebbe produrre 1 gigawatt di elettricità, sufficiente per alimentare 650 mila abitazioni, applicabile ovunque ci sia un grande fiume che riversa le sue acqua in mare.
L’energia osmotica sfrutta il flusso spontaneo dell’acqua da una soluzione a concentrazione minore (acqua dolce) verso una più concentrata (acqua salata) ed è nota da tempo. Nel 1973 lo scienziato Sidney Loeb aveva brevettato “PRO”, “Pressure-Retarded Osmosis”, il processo per cui l’acqua dolce, passando attraverso una membrana semipermeabile, aumenta la pressione dell’acqua salata e quest’acqua sotto pressione fa muovere una turbina generando elettricità. Il problema del progetto era trovare una membrana capace di sopportare una pressione di 12 atmosfere, per produrre una quantità significativa di energia.
Nel 1997 gli esperimenti di due ricercatori del SINTEF di Trondheim, Thor Thorsen e Torleif Holt, hanno dimostrato che la tecnologia per creare la membrana era pronta, e hanno convinto la Statkraft, compagnia elettrica di stato norvegese, ad investire in questo senso. Da questo nasce il secondo progetto “PRO”; dopo anni di studi e test finalmente nei prossimi mesi la Statkraft attiverà a Tofte, cittadina sul mare a pochi chilometri da Olso, il primo prototipo di centrale a energia osmotica su larga scala. In realtà la centrale avrà le dimensioni di un campo da tennis, dove 2 mila metri quadri di membrane genereranno solo 4 kilowatt.
Questo sarà solo il primo passo, intenzione dell’azienda norvegese sarà di costruire, entro il 2015, una centrale da almeno 25 megawatt, grande come uno stadio da calcio con 5 milioni di metri quadri di membrane, che potrà soddisfare il fabbisogno di circa 15 mila famiglie.
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