Stemma ISS

Stemma ISS

Dieci anni fa, nel novembre del 1998, veniva posto in orbita intorno alla Terra il primo modulo della Stazione Spaziale Internazionale dove, a partire dal novembre di due anni dopo, nel 2000, vivono costantemente almeno due astronauti.
L’ultima missione dello shuttle Endeavour, rientrato il 30 novembre scorso, ha permesso agli astronauti, durante i 16 giorni di permanenza nello spazio, di lavorare alla riparazione di alcuni guasti al sistema di pannelli solari, che attualmente hanno una superficie di 2.675 m2, ma soprattutto a migliorare la qualità della vita sulla stazione spaziale internazionale.

Nella stiva dello shuttle si trovava infatti modulo abitabile Leonardo, capostipite della flotta dei Moduli logistici MPLM, realizzati per l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) da Thales Alenia Space, società torinese di Thales/Finmeccanica. Le unità di volo MPLM sono state progettate per operare in orbita attaccate alla Stazione Spaziale garantendo possibilità di stivaggio e volume abitabile per due persone. All’interno di Leonardo sono state trasportate circa sette tonnellate di equipaggiamenti e rifornimenti, tra cui una nuova zona notte con due cuccette, una cucina con tanto di forno a microonde e frigorifero, nuovi servizi igienici, strumenti per l’attività fisica e un sistema di rigenerazione ambientale che riciclerà l’umidità ambientale e l’urina al fine di produrre acqua pura da bere o da immettere nel sistema di raffreddamento, oltre a nuove attrezzature per la ricerca.
Queste importanti migliorie permetteranno, a partire dall’inizio del 2009, che l’ISS venga abitata contemporaneamente da sei astronauti, come era previsto fin dal principio. Raddoppiare la popolazione che abita la stazione spaziale permetterà di iniziare la vera e propria ricerca scientifica per cui era stata progettata, senza che la gestione della stazione spaziale assorba quasi tutto l’impegno degli astronauti, come succede attualmente.

La stazione spaziale dovrebbe ospitare quegli esperimenti che necessitano di condizioni particolari difficilmente riproducibili sulla Terra, come la microgravità. I principali campi di ricerca sono la biologia (con esperimenti biomedici e sulle biotecnologie), la fisica (tra cui la meccanica dei fluidi e la meccanica quantistica), la scienza dei materiali, l’astronomia (inclusa la cosmologia), la meteorologia, e naturalmente le reazioni del corpo umano in condizioni particolari come la quasi assenza di gravità.
I moduli di ricerca presenti ora sulla ISS sono il Destiny Laboratory Module statunitense, costruito dalla NASA, il modulo Columbus dell’ESA, costruito a Torino dall’Alenia spazio, aggiunto nel febbraio del 2008 e due sezioni su tre del modulo scientifico giapponese Kibo.